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Diffondi le promesse relative alla recita della Coroncina alla Divina Misericordia

La Madonna promette la salvezza dell'anima! Inizia ora i primi 5 sabati del mese!

III° Quaderno - Parte 1

G.M.G. Ti ringrazio, mio Signore e Maestro, D'avermi trasformata tutta in Te, E perché m'accompagni attraverso le avversità della vita, Quando sei nel mio cuore, non temo nulla.


G.M.G.
La Cena del Signore è imbandita, Gesù siede a tavola con gli Apostoli, Tutto il Suo Essere si trasforma in amore, Poiché tale è il consiglio della SS.ma Trinità. «Ho desiderato ardentemente cenare con voi, Prima dì soffrire fino alla morte. Mentre me ne vado, l'amore mi trattiene con voi». Dà il sangue, dà la vita, perché ama immensamente. L'amore si cela sotto l'apparenza del pane, Per rimanere con noi, mentre se ne va. Non occorreva un tale annientamnto, Ma l'amore ardente Lo nasconde sotto queste Specie. Sul pane e sul vino disse queste parole: «Questo è il Mio Sangue, questo è il Mio Corpo». Benché misteriose, sono parole d'amore, E passò il Calice fra i Suoi discepoli. Fremette Gesù in se stesso E disse: «Uno dì voi tradirà il suo Maestro ». Tacquero, un silenzio dì tomba. E Giovanni piegò il capo sul petto di Lui. La Cena è terminata, Andiamo al Getsemani. L'amore è appagato, Ma là già attende il traditore.


G.M.G.
O Volontà di Dio, Tu sei il mio cibo, Tu la mia delizia. Affretta, Signore, la festa delia Misericordia affinché le anime conoscano la sorgente della Tua bontà.

DIO E ANIME. Cracovia 1.III.1937. Suor M. Faustina del Santissimo Sacramento O Volontà di Dio Onnipotente, Tu sei la mia delizia, Tu la mia gioia. Qualunque cosa mi mandi la mano del mio Signore, L'accetterò con gioia, sottomissione e amore. La Tua santa volontà è il mio riposo, In essa è racchiusa tutta la mia santità, E la mia eterna salvezza, Poiché fare la volontà di Dio, è la più grande gloria. Volontà di Dio sono i Suoi vari desideri, La mia anima li compie senza riserve, Poiché queste sono le Sue divine aspirazioni Nei momenti in cui Dio fa le Sue confidenze. Signore, fa' di me quello che Ti piace, Non Ti metto né impedimenti, né restrizioni, Poiché Tu sei la mia delizia ed il mio amore E davanti a Te espongo a mia volta ogni mio pensiero.


G.M.G Cracovia 1.III.1937
Terzo fascicolo.
DIO E ANIME. Gloria ed adorazione giunga alla Divina Misericordia da ogni creatura per tutti i secoli dei secoli.
O Signore mio e Dio mio, mi ordini di descrivere le grazie che mi concedi. O Gesù mio, se non fosse per l'ordine esplicito dei confessori di descrivere quello che avviene nella mia anima, io di mia iniziativa non scriverei nemmeno una parola. E se scrivo di me, lo faccio per ordine evidente della santa obbedienza.
Sia onore e gloria a Te, o Santissima Trinità, o Dio Eterno; la Misericordia che sgorga dalle Tue viscere, ci protegga dalla Tua giusta ira. Risuoni la lode alla tua inconcepibile Misericordia. Su tutte le Tue opere c'è il sigillo della Tua insondabile Misericordia, o Signore.

1.III.1937. Il Signore mi ha fatto conoscere quanto non Gli piace un'anima che parla troppo. «In una tale anima non trovo riposo. Il chiasso continuo Mi stanca, ed in quel chiasso l'anima non distingue la Mia voce». Oggi ho pregato Gesù di poter vedere una certa persona e questo per me sarà il segno che il Signore la chiama a far parte del convento che deve sorgere. E mi sono incontrata con lei ed ho capito che quella cara anima ha la vocazione ed ho pregato il Signore che si degni Lui stessò di plasmare la sua anima. Con lei ho parlato spesso della vocazione, il resto lo farà il Signore.


5.III.37.
Oggi ho sentito nel mio corpo per un tempo abbastanza lungo la Passione del Signore Gesù; e una grande sofferenza, ma tutto per le anime immortali. Oggi il Signore mi ha fatto visita e mi ha stretta al Suo Cuore ed ha detto: «Riposati, bambina Mia. lo sono sempre con te».


8.III.1937.
Oggi mentre pregavo secondo le intenzioni di P. Andrasz, tutto ad un tratto ho conosciuto quanto quell'anima sia in stretti rapporri con Dio e quanto sia cara al Signore. Ne ho gioito enormemente, poiché desidero vivamente che tutte le anime siano unite a Dio nella maniera più intima. Oggi mentre pregavo si è impadronito della mia anima un desiderio così grande di intraprendere l'azione, che non riuscivo a frenarne l'entusiasmo. Oh, quanto desidero che le anime di questa Congregazione stiano davanti al trono dì Dio ed impetrino continuamente l'inconcepibile Misericordia divina per il mondo intero, adorando ed esaltando l'ineffabile Misericordia dì Dio! Una forza misteriosa mi spinge ad agire.


12.III.1937.
Ho visto la grande fatica che sopporta un certo sacerdote, al quale il Signore ha tracciato una strada pesante e difficile, ma i frutti del suo lavoro sono evidenti. Volesse il cielo che ce ne fossero molte dì queste anime, che sanno amare Dio fra le più grandi sofferenze.
Oggi ho sentito quanto desiderava preghiere una certa anima agonizzante. Ho pregato tanto a lungo, finché ho saputo che era spirata. Oh, quanto bisogno hanno di preghiere le anime agonizzanti! O Gesù, ispira alle anime di pregare spesso per gli agonizzanti.

15.III.1937. Oggi sono penetrata nell'amarezza della Passione del Signore Gesù, ho sofferto unicamente nello spirito, ho conosciuto quanto è orribile il peccato. Ho provato tutta la ripulsione per il peccato. Interiormente, nel profondo della mia anima, ho conosciuto quanto è spaventoso il peccato, anche il più piccolo e quanto ha straziato l'anima di Gesù. Preferirei patire mille inferni, piuttosto che commettere anche il più piccolo peccato veniale. Il Signore mi ha detto: «Desidero darMi alle anime e riempirle del Mio amore, ma sono poche le anime che vogliono accertare tutte le grazie che il Mio amore ha loro destinato. La Mia grazia non va perduta; se l'anima alla quale è destinata non l'accetta, la prende un'altra anima». Sento spesso quando certe persone pregano per me; lo sento improvvisamente nella mia anima. Ma non sempre so chi sia la persona che intercede per me. E so anche se qualche persona ha un dispiacere per qualsiasi motivo che provenga da me; anche questo vengo a conocerlo interiormente, benché la cosa avvenga il più lontano possibile.

18.III.1937. Ho conosciuto una certa grazia, la quale m'immette in una stretta familiarità ed unione con il Signore. Egli me la fa conoscere attraverso una luce interiore, come pure mi fa conoscere la sua grandezza e santità e quanto benevolmente si abbassa fino a me. Mi fa conoscere esclusivamente il Suo amore verso di me, che è assolutamente il Padrone di tutto e mi fa conoscere che si dà all'anima, sospendendo tutte le leggi della natura. Egli agisce come vuole. Sto conoscendo lo sposalizio interiore dell'anima con Dio, che non comporta nulla all'esterno; è un puro atto interiore dell'anima con Dio. Questa grazia mi ha trascinato nell'ardore stesso dell'amore di Dio; ho conosciuto la Sua Trinità e l'assoluta Unità del Suo Essere. Questa grazia è differente da tutte le grazie, è così altamente spirituale che la mia imprecisa descrizione non riesce ad esprimerne neppure l'ombra.
Ho un grande desiderio di nascondermi, vorrei vivere come se non esistessi affatto; sento una misteriosa attrazione interiore a nascondermi profondamente, in modo che mi conosca soltanto il Cuore di Gesù. Desidero essere una piccola, silenziosa dimora dove Gesù possa riposarsi. Non farò entrare nulla che possa svegliare il mio Diletto. Tratto con le creature per quel tanto che piace al mio Diletto. Il mio cuore si è affezionato al Signore con tutta la potenza dell'amore e non conosco nessun altro amore, poiché la mia anima fin dall'inizio si è immersa nel Signore, come nell'unico suo tesoro.
Benché all'esterno abbia molte sofferenze e contrarietà di vario genere, questo tuttavia non abbassa nemmeno per un momento la mia vita interiore, né turba il mio raccoglimento interiore. Non temo il momento dell'abbandono da parte delle creature, poiché, anche se mi abbandonassero tutti, non sarei sola perché il Signore è con me, e anche se il Signore si nascondesse, l'amore Lo ritroverebbe. Per l'amore non ci sono nè porte nè guardie; nemmeno l'oculato Cherubino con la spada dì fuoco riesce a trattenere l'amore. Esso si fa strada attraverso le foreste e le distese infuocate, sotto le tempeste, i fulmini e nelle tenebre e giunge alla sorgente dalla quale è uscito e là rimane per l'eternità. Tutto finisce, ma l'amore non finisce mai.
Oggi ho ricevuto delle arance. Quando la Suora è ripartita, ho pensato fra me: « Invece di mortificarmi e fare penitenza durante la santa Quaresima, debbo mangiare delle arance. Dopo tutto sto già un po' meglio ». E subito udii nell'anima una voce: «Figlia Mia, Mi piaci di più se per obbedienza e per amore verso di Me mangi le arance, che se, per tua volontà, digiuni e ti mortifichi. Un'anima che Mi ama molto, deve assolutamente vivere della Mia volontà. Io conosco il tuo cuore, so che esso non si appaga di nulla, se non unicamente del Mio amore».
Non saprei vivere senza il Signore. In questo isolamento Gesù viene spesso a farmi visita, mi ammaestra, mi tranquillizza, mi rimprovera e mi esorta. Egli stesso plasma il mio cuore secondo i Suoi desideri ed i Suoi gusti divini, ma sempre pieno di Misericordia e di bontà. I nostri cuori sono fusi in uno.

19.III.1937. Oggi mi sono unita all'adorazione che c'era nella nostra casa, ma la mia anima era piena d'angoscia ed una strana paura attanagliava il mio cuore. Per questo ho raddoppiato le mie preghiere. All'improvviso ho visto lo sguardo di Dio diretto al fondo del mio cuore. Quando mi sono seduta per la colazione molto gustosa, ho detto al Signore: « Ti ringrazio per questi doni, ma il mio cuore agonizza di nostalgia per Te e nulla di quello che proviene dalla terra ha sapore per me. Desidero il nutrimento del Tuo amore ». Oggi sono stata spinta ad agire da una forza misteriosa, debbo resistere a tale spinta, altrimenti andrei subito in quella direzione.

21.III.1937. Domenica delle Palme. Durante la santa Messa la mia anima è stata immersa nell'amarezza e nella sofferenza di Gesù. Gesù mi ha fatto conoscere quanto ha sofferto durante quel corteo trionfale. Agli « Osanna » facevano eco nel Cuore di Gesù i « Crucifige ». Gesù mi ha fatto provare ciò in modo singolare. Il medico non mi ha permesso di andare in cappella per la « Passione », benché lo desiderassi ardentemente; però ho pregato nella mia stanza. Ad un tratto ho inteso il campanello della stanza accanto, sono entrata ed ho fatto un servizio ad un malato grave. Quando sono rientrata nella mia stanza, all'improvviso ho visto Gesù che mi ha detto: «Figlia Mia, Mi hai procurato una gioia più grande facendoMi quel servizio, che se avessi pregato a lungo». Ho risposto: « Ma, Gesù mio, io non ho fatto il servizio a Te, ma a quel malato ». Ed il Signore mi ha risposto: «Si, figlia Mia, qualunque cosa fai al prossimo, la fai a Me».
O mio Gesù, dammi la saggezza, dammi un'intelligenza grande ed illuminata dalla Tua luce, all'unico scopo di conoscere meglio Te, o Signore, poiché più Ti conosco, più ardentemente Ti amo, unico Oggetto del mio amore. In Te s'immerge la mia anima, in Te si scioglie il mio cuore. Non so amare a metà, ma con tutta la forza della mia snima e con tutto l'ardore del mio cuore. Tu stesso, o Signore, hai acceso il mio amore verso di Te, in Te si è immerso il mio cuore per l'eternità.

22.III.1937. Oggi, parlando con una persona ho compreso che era un'anima che soffriva molto, sebbene esteriormente si desse l'aria di chi non soffre affatto ed è contenta. Ed ho avuto l'ispirazione di dirle che quello che la tormentava era una tentazione. Non appena le ho rivelato ciò che la tormentava, è scoppiata a piangere forte e mi ha detto che era venuta da me proprio per parlarne, perché sentiva che ne avrebbe ricavato sollievo. La sua sofferenza consisteva nel fatto che quell'anima da una parte era attratta dalla grazia di Dio, e dall'altra dal mondo. Stava attraversando una lotta terribile, tanto che si è messa a piangere come un bambino. È ripartita tranquillizzata e calma.
Durante la santa Messa ho visto Gesù inchiodato sulla croce fra grandi sofferenze. Un lamento sommesso usciva dal Suo Cuore e dopo un po' mi ha detto: «Desidero, desidero ardentemente la salvezza delle anime. Aiutami, figlia Mia, a salvare le anime. Unisci le tue sofferenze alla Mia Passione ed offrile al Padre Celeste per i peccatori».
Quando vedo che la difficoltà della situazione oltrepassa le mie forze, non ci penso e non cerco di analizzarla ed approfondirla, ma mi rivolgo come una bambina al Cuore di Gesù e Gli dico una sola parola: « Tu puoi tutto ». E resto in silenzio, poiché so che Gesù stesso entra in causa e io, invece dì tormentarmi, passo il tempo ad amarLo. Lunedì Santo. Ho pregato il Signore che mi permetta di prendere parte alla Sua dolorosa Passione, in modo che con l'anima e con il corpo io possa provarla in me, nella misura in cui può prendervi parte una creatura, per quanto ciò è possibile, affinché possa sentire tutta la Sua amarezza. Ed il Signore mi ha risposto che mi darà questa grazia e che giovedì dopo la santa Comunione me la concederà in una maniera singolare.
Questa sera stava morendo un uomo ancora giovane, che soffriva tremendamente. Ho cominciato a recitare per lui la coroncina che mi ha insegnato il Signore. L'ho recitata tutta, ma l'agonia si prolungava. Volevo cominciare le litanie dei Santi, ma improvvisamente udii queste parole: «Recita la coroncina». Ho capito che quell'anima aveva bisogno di tante preghiere e di tanta Misericordia. Mi sono chiusa nella mia stanza e mi sono prostrata davanti al Signore con le braccia in croce ed ho mendicato Misericordia per quell'anima. Ad un tratto ho sentito la grande Maestà di Dio e la grande giustizia di Dio. Ho tremato per lo spavento, ma non ho cessato d'implorare da Dio Misericordia per quell'anima. Mi sono tolta dal petto la piccola croce, la croce dei miei voti, e l'ho messa sul petto dell'agonizzante ed ho detto al Signore: «Gesù, guarda a quell'anima con lo stesso amore col quale hai guardato al mio olocausto il giorno dei voti perpetui ed in forza della promessa che hai fatto per gli agonizzanti a me ed a quelli che invocheranno la Tua Misericordia per loro. Ed il moribondo ha cessato di soffrire ed è spirato serenamente. Oh, quanto dovremmo pregare per gli agonizzanti! Approfittiamo della Misericordia, finché è tempo di indulgenza.
Conosco sempre meglio quanto ogni anima abbia bisogno della Misericordia di Dio durante tutta la vita, ma specialmente in punto di morte. Questa coroncina serve a placare lo sdegno di Dio, come Egli stesso mi ha detto.
Mi vedo così debole che, se non fosse per la santa Comunione, cadrei continuamente. Una sola cosa mi sostiene, ed è la santa Comunione. Da essa attingo la forza, in essa c'è il mio sostegno. Nei giorni in cui non ricevo la santa Comunione, la vita mi spaventa; ho paura di me stessa. Gesù nascosto nell'Ostia è tutto per me. Dal tabernacolo attingo forza, vigore, coraggio, luce; lì nei momenti d'angoscia cerco sollievo. Non saprei dare gloria a Dio, se non avessi nel cuore l'Eucaristia.
Polonia, mia cara Patria, oh, se sapessi quanti sacrifici e quante preghiere offro a Dio per te! Fai bene attenzione e rendi gloria a Dio. Dio t'innalza e ti tratta in modo particolare, ma sappi esserne riconoscente.
Provo un dolore tremendo, quando osservo le sofferenze del prossimo. Tutti i dolori del prossimo si ripercuotono sul mio cuore; porto nel mio cuore le loro angosce, in modo tale che mi annientano anche fisicamente. Desidererei che tutti i dolori ricadessero su di me, per portare sollievo al prossimo. In mezzo a tremende tribolazioni rivolgo il mio sguardo a Te, o Dio, e benché si addensi sul mio capo la tempesta, so che non si spegne il sole, né mi stupisco per le creature perverse ed accetto anticipatamente ogni evenienza. Le mie labbra tacciono, mentre le orecchie rintronano di parole di scherno. Fra le più grandi sofferenze mi preoccupo della serenità del mio cuore e mi difendo con lo scudo del Tuo Nome contro gli strazi di ogni genere. L'ardente desiderio di questa festa infiamma completamente la mia anima. Trovo un po' di sollievo pregando fervorosamente perché venga affrettata l'istituzione di questa festa ed ho cominciato una novena per alcuni sacerdoti, affinché Dio conceda loro la luce e l'ispirazione che li spinga ad occuparsi della conferma di questa festa e perché lo Spirito Santo ispiri il Santo Padre in tutta questa causa. La novena consisteva in un ora di adorazione davanti al SS.mo Sacramento. Ho implorato ardentemente il Signore perché affretti questa festa ed ho pregato lo Spirito Santo perché ispiri certe persone in tutta questa causa. Terminerò la novena il Giovedì Santo.


23.III.1937.
Oggi è il settimo giorno della novena. Ho ricevuto una grande ed inconcepibile grazia: Gesù Misericordiosissimo mi ha promesso che vedrò la solenne celebrazione dì questa festa. Oggi 23 è il Martedì Santo ed un giorno nel quale Dio mi ha concesso molte grazie. Improvvisamente la presenza di Dio mi ha sommersa e mi sono vista tutto ad un tratto a Roma, nella cappella del Santo Padre e contemporaneamente ero nella nostra cappella. E la solenne celebrazione del Santo Padre e di tutta la Chiesa era strettamente collegata con la nostra cappella ed in modo particolare con la nostra Congregazione e partecipavo contemporaneamente alla solennità a Roma e presso di noi. Questa solennità era così strettamente unita con Roma che, sebbene ne scrivo, non riesco a distinguere, ma tale è, cioè come ho visto. Ho visto nella nostra cappella Gesù esposto nell’Ostensorio sull'altare maggiore. La cappella era addobbata solennemente e in quel giorno era permesso entrarvi a tutta la gente, chiunque lo volesse. La folla era così numerosa, che con la vista non potevo abbracciarla tutta. Tutti partecipavano a questa solennità con grande gioia e molti dì loro ottenevano quello che desideravano. La stessa solennità avveniva a Roma, in un bel tempio ed il Santo Padre con tutto il clero celebrava questa solennità. E tutto ad un tratto ho visto San Pietro, in piedi fra l'altare e il Santo Padre. Quello che diceva San Pietro non ho potuto sentirlo, ma intuivo che il Santo Padre capiva il suo linguaggio... Ad un tratto certi ecclesiastici, che non conosco, hanno cominciato ad esaminarmi ed ad umiliarmi, o meglio esaminavano quello che ho scritto, ma ho visto che Gesù stesso mi difendeva e faceva loro capire quello che non sapevano. Allora all'improvviso ho visto che dall'Ostia santa sono usciti i due raggi, come sono dipinti sull'immagine, e si sono diffusi sul mondo intero. Ciò è avvenuto in un momento, ma è stato come se fosse durato tutto il giornò, e la nostra cappella è stata sovraffollata per tutto il giorno e tutto quel giorno è stato pieno di tanta gioia. Ed all'improvviso ho visto Gesù vivo sul nostro altare, nell'aspetto in cui è dipinto nell'immagine. Sentivo tuttavia che le suore e tutto il popolo non vedevano Gesù, così come Lo vedevo io. Gesù ha guardato con grande amabilità e gioia il Santo Padre e certi sacerdoti e tutto il clero ed il popolo e la nostra Congregazione. Allora all'improvviso venni rapita e portata vicino a Gesù e stetti accanto a Gesù sull'altare ed il mio spirito fu riempito di una felicità così grande, che non sono in grado né di comprendere né di descrivere. Un abisso di serenità e di quiete inondò la mia anima. Gesù si chinò verso di me e disse amabilmente: «Che cosa desideri, figlia Mia?». Risposi: « Desidero la gloria ed il culto per la Tua Misericordia ». «Il culto già lo ricevo con l'istituzione e la celebrazione di questa festa. Che cosa desideri ancora?». E guardai verso le grandi folle che veneravano la Divina Misericordia e dissi al Signore: « Gesù, benedici tutti coloro che sono riuniti per rendere onore a Te ed alla Tua infinita Misericordia ». Gesù tracciò con la mano un segno di croce, la benedizione si rifletté sulle anime con un lampo di luce. Il mio spirito s’immerse nel suo amore, sentivo come se mi sciogliessi in Dio e scomparissi in Lui. Quando rientrai in me, una profonda pace inondava la mia anima e venne concesso alla mia mente di comprendere in un modo strano molte cose, che prima per me erano incomprensiblii. Sono immensamente felice, benché sia la più piccola e non vorrei cambiare nulla di quello che Dio mi ha dato. Nemmeno con un Serafino vorrei fare cambio per la conoscenza interiore che Dio mi dà di Se stesso. La mia unione intima con Dio è tale, che nessuna creatura può comprenderla, e specialmente l'abisso della Sua Misericordia che mi avvolge completamente. Sono felice per tutto quello che mi dai.

24.III.1937. Mercoledì Santo. Il mio cuore anela a Dio, desidero unirmi a Lui, un leggero timore mi trafigge l'anima e nello stesso tempo una fiamma d'amore mi accende il cuore. L'amore e la sofferenza sono uniti nel mio cuore. Provo nel mio corpo molte sofferenze, ma sento che il Signore mi sostiene, poiché diversamente non riuscirei a sopportarle. O mio Gesù, Ti prego per tutta la Chiesa, concedile l'amore e la luce del Tuo Spirito, da' vigore alle parole dei sacerdoti, in modo che i cuori induriti si inteneriscano e ritornino a Te, Signore. O Signore, dacci santi sacerdoti; Tu stesso conservali nella santità. O Divino e Sommo Sacerdote, la potenza della Tua Misericordia li accompagni ovunque e li difenda dalle insidie e dai lacci del diavolo, che egli tende continuamente alle anime dei sacerdoti. La potenza della Tua Misericordia, o Signore, spezzi ed annienti tutto ciò che può oscurare la santità dei sacerdoti, poiché Tu puoi tutto.

25.III.1937. Giovedì Santo. Durante la santa Messa ho visto il Signore, che mi ha detto: «Posa il tuo capo sul Mio petto e riposati». il Signore mi strinse al Suo Cuore e disse: «Ti darò una piccola parte della Mia Passione, ma non temere, sii forte; non cercare sollievo, e accerta tutto sottomettendoti alla Mia volontà». Mentre il Signore se ne andava, un dolore così acuto mi strinse l'anima, che non è possibile esprimerlo. Mi vennero a mancare le forze fisiche, uscii presto dalla cappella e mi coricai. Dimenticai quello che avveniva intorno a me, l'anima mia anelava al Signore e tutta l'amarezza del Suo Cuore divino si comunicò a me. Ciò durò circa tre ore. Pregai il Signore perché mi preservasse dalla vista di quanti mi stavano attorno. Benché lo volessi, non potei prendere alcun cibo per tutto il giorno fino alla sera. Desideravo ardentemente passare tutta la notte nel fondo della prigione oscura, assieme a Gesù. Ho pregato fino alle undici. Alle undici Gesù mi ha detto: «Va' a riposare, ti ho fatto rivivere per tre ore quello che ho sofferto per una notte intera». E subito dopo mi sono messa a letto. Ero completamente senza forze fisiche: la Passione di Gesù, me le aveva tolte del tutto. Per tutto quel tempo ero rimasta come svenuta; ogni palpito del Cuore di Gesù si ripercuoteva nel mio cuore e mi trapassava l'anima. Di certo se quel martirio avesse riguardato soltanto me, avrei sofferto di meno, ma quando guardavo Lui, che il mio cuore ama con tutte le forze, a vederLo soffrire senza avere la minima possibilità di recaGli sollievo, il mio cuore si spezzava nell'amore e nell'amarezza. Agonizzavo con Lui e non potevo morire. Però non cambierei questo martirio per tutte le delizie del mondo. il mio amore in questa sofferenza si è accresciuto in maniera indicibile. So che il Signore mi ha sostenuto con la Sua onnipotenza, poiché diversamente non avrei potuto resistere nemmeno un istante. Ho vissuto insieme a Lui in maniera singolare ogni genere di tormenti. Il mondo non conosce ancora tutto quello che Gesù ha sofferto. Gli ho fatto compagnia nell'Orto degli Ulivi e nel buio della prigione sotterranea, negli interrogatori dei tribunali; sono stata con Lui in ogni tappa della Sua Passione; non è sfuggito alla mia attenzione un solo movimento, né un Suo sguardo. Ho conosciuto tutta l'onnipotenza del Suo amore e della Sua Misericordia verso le anime.

26.III.1937. Venerdì. Fin dal mattino ho provato nel mio corpo lo strazio delle Sue cinque Piaghe. Questa sofferenza è durata fino alle tre. Benché all'esterno non ci sia alcuna traccia, tuttavia queste torture non sono meno dolorose. Sono lieta che Gesù mi difenda dagli sguardi della gente. Alle undici Gesù mi ha detto: «O Mia Vittima, Tu sei un refrigerio per il Mio Cuore martoriato». Dopo queste parole pensavo che il mio cuore prendesse fuoco. E m'introdusse in un'intima unione con Lui, ed il mio cuore si sposò col Suo Cuore in modo amoroso, sentivo i Suoi più deboli palpiti ed Egli i miei. Il fuoco provocato dal mio amore venne unito all'ardore del Suo amore eterno. Questa grazia supera per la sua enormità tutte le altre. La Sua Essenza Trina mi avvolse totalmente e fui tutta immersa in Lui. In un certo senso la mia piccolezza si scontrò col Sovrano immortale. Fui immersa in un amore inconcepibile e in un inconcepibile tormento, a causa della Sua Passione. Tutto ciò che riguardava il Suo Essere, si comunicava anche a me. Gesù mi aveva fatto conoscere e pregustare questa grazia, ma oggi me l'ha concessa. Non avrei osato nemmeno sognare una simile grazia. Il mio cuore è come in una continua estasi, sebbene all'esterno nulla m'impedisca di trattare col prossimo e di sbrigare varie faccende. Nulla è in grado d'interrompere la mia estasi, né alcuno riesce a supporla, poiché L'ho pregato che si degnasse di preservarmi dagli occhi della gente. E con questa grazia è entrato nella mia anima tutto un mare di luce nella conoscenza di Dio e di me stessa e lo stupore m'invade tutta e mi trasporta come in una nuova estasi, per il fatto che Iddio si è degnato di abbassarsi fino a me così piccola.
Alle tre ho pregato, stesa in croce, per il mondo intero. Gesù ormai ha concluso la sua vita mortale, ho udito le Sue sette parole, poi ha guardato verso di me ed ha detto: «Diletta figlia del Mio Cuore, tu sei un refrigerio per Me fra questi orribili tormenti». Gesù mi ordina di fare una novena prima della festa della Misericordia e debbo cominciarla oggi per la conversione del mondo intero e perché venga conosciuta la Misericordia di Dio. “Percbé ogni anima esalti la Mia bontà. Desidero fiducia dalle Mie creature. Esorta le anime ad una grande fiducia nella Mia insondabile Misericordia. L'anima debole, peccatrice, non abbia timore di accostarsi a Me, ed anche se avesse più peccati di quanti granelli di sabbia ci sono sulla terra, tutto sprofonderà nell'abisso della Mia Misericordia”. Quando Gesù diede l'ultimo respiro, la mia anima fu annientata dal dolore e per lungo tempo non mi fu possibile ritornare in me. Trovai un qualche sollievo nelle lacrime. Colui, che il mio cuore ama ardentemente, muore. C'è qualcuno che possa comprendere il mio dolore? Prima di sera ho udito per radio un canto, e precisamente i salmi cantati da sacerdoti. Sono scoppiata a piangere e tutto il dolore mi si è rinnovato nell'anima e piangevo non riuscendo a trovare conforto al mio dolore. All'improvviso ho udito una voce nell'anima: «Non piangere, non soffro più. E per la fedeltà con la quale Mi hai accompagnato nella Passione e nella morte, la tua morte sarà solenne e ti farò compagnia in quell'ultima ora. Diletta perla del Mio Cuore, vedo il tuo amore così puro, più di quello degli angeli, proprio di più, perché tu combatti. Per te benedico il mondo. Vedo i tuoi sforzi verso di Me ed essi affascinano il Mio Cuore». Dopo queste parole ho smesso di piangere, ma ho ringraziato il Padre Celeste per averci inviato Suo Figlio e per l'opera della redenzione del genere umano.
Ho fatto un'ora di adorazione in ringraziamento di tutte le grazie che mi sono state concesse e per tutta la malattia. Anche la malattia è una grande grazia. Sono stata malata quattro mesi, ma non ricordo di aver perso per questo un solo minuto. Tutto per Iddio e per le anime. Desidero esseGli fedele ovunque. Durante questa adorazione ho conosciuto tutta la protezione e la bontà di cui mi ha circondato Gesù, difendendomi da ogni male. In modo particolare Ti ringrazio, Gesù, per esser venuto a farmi visita nella solitudine della mia cella e Ti ringrazio per aver ispirato i miei superiori ad inviarmi a fare questa cura. Concedi loro, o Gesù, la Tua benedizione onnipotente e ricompensali per tutte le perdite subite per me. Oggi Gesù mi ha ordinato di consolare e tranquillizzare una cara anima, che si è confidata con me e mi ha rivelato le sue difficoltà. Quest'anima è cara al Signore, ma essa non lo sa. Iddio la mantiene in una profonda umiltà. Ho eseguito la raccomandazione del Signore.
O mio dolcissimo Maestro, o Gesù buono, Ti consegno il mio cuore, e Tu formalo e plasmalo a Tuo piacimento. O amore ineffabile, apro il calice del mio cuore davanti a Te, come un bocciolo di rosa alla frescura della rugiada; il profumo del fiore del mio cuore è noto soltanto a Te. O mio Sposo, l'aroma del mio sacrificio Ti sia gradito. O Dio immortale, o mia eterna delizia, fin d'ora qui sulla terra Tu sei il mio paradiso; ogni battito del mio cuore sarà un nuovo inno di adorazione per Te, o Santissima Trinità. Se avessi tanti cuori, quante sono le gocce d'acqua nell'oceano, quanti i granelli di sabbia su tutta la terra, li offrirei tutti a Te, o mio Amore, o Tesoro del mio cuore. Coloro con i quali avrò rapporti durante la mia vita, desidero attirarli tutti ad amare Te, o mio Gesù, mia Bellezza, mio Riposo, unico mio Maestro, Giudice, Salvatore e Sposo insieme. So che un titolo attenua l'altro, perciò ho compreso tutto nella Tua Misericordia.
O mio Gesù, sostienimi, quando vengono le giornate pesanti e nuvolose, i giorni delle prove e della lotta, quando la sofferenza e la stanchezza cominceranno ad opprimere il mio corpo e la mia anima. Sostienimi, Gesù, dammi la forza di sopportare le sofferenze. Metti una sentinella alle mie labbra, affinché non esca alcuna parola di lamentela con le creature. Tutta la mia speranza è il Tuo Cuore misericordiosissimo, non ho nulla a mia difesa, solo la Tua Misericordia, in essa sta tutta la mia fiducia.

27.III.1937. Oggi sono ritornata da Pradnik dopo circa quattro mesi di cure. Ringrazio molto Iddio di tutto. Ho utilizzato ogni momento per lodare Dio. Quando sono entrata in cappella per un momento, ho conosciuto quanto dovrò soffrire e combattere per questa causa. O Gesù, mio sostegno, solo Tu puoi aiutarmi, dammi forza.

28.III.1937 La « Risurrezione ». Durante la celebrazione della « Risurrezione », ho visto il Signore nella bellezza e nello splendore e mi ha detto: «Figlia Mia, pace a te»; ha benedetto ed è scomparso, e la mia anima fu ripiena di gioia e d'esultanza indescrivibile. Il mio cuore si rafforzò per la lotta e per le sofferenze. Oggi ho parlato col Padre, il quale mi ha raccomandato grande prudenza in queste improvvise apparizioni di Gesù. Quando ha parlato della Misericordia di Dio, nel mio cuore sono entrati una forza ed un vigore strani. Mio Dio, desidero tanto rivelare tutto, ma non posso. Il Padre mi dice che Gesù è molto generoso nel darsi ad un'anima, ma nello stesso tempo da un altro punto di vista è quasi avaro. « Benché sia grande la generosità di Dio, mi ha detto il Padre, tuttavia sia prudente, poiché questo improvviso apparire suscita sospetti, nonostante che io non veda qui nulla di male, né niente che sia in contrasto con la fede. Sia un po' più prudente; quando la Madre verrà, può parlare di tali questioni».

29.III.37. Oggi, durante la meditazione, ho visto il Signore in un aspetto di grande bellezza, che mi ha detto: «Pace a te, Figlia Mia». Tutta la mia anima ha sussultato d'amore verso di Lui e Gli ho detto: « O Signore, benché io Ti ami con tutto il cuore, Ti prego di non apparirmi, perché il Padre spirituale mi ha detto che il Tuo improvviso apparire suscita sospetti, e che può darsi che Tu sia un'illusione. E sebbene io Ti ami più della mia vita e sappia che Tu sei il Signore e Dio mio, che tratti familiarmente con me, tuttavia al di sopra di tutto sono obbediente al confessore ». Gesù ha ascoltato con serietà ed amabilità quello che Gli ho detto e mi ha risposto con queste parole: «Dì al confessore che tratto con la tua anima tanto intimamente, perché tu non rubi i Miei doni e per questo riverso ogni genere di grazie sulla tua anima, perché so che non te ne approprierai. E come segno che la sua prudenza Mi è gradita, non Mi vedrai e non ti apparirò in questo modo finché non avrai riferito quello che ti ho detto».


2.IV.1937.
La mattina, durante la santa Messa, ho udito queste parole: «Dì alla superiora che desidero che l'adorazione qui sia fatta con l'intenzione d'impetrare Misericordia per il mondo». O mio Gesù, solo Tu sai quello che sta passando il mio cuore. O mia forza, Tu puoi tutto e sebbene io m'esponga a grandi sofferenze, Ti rimarrò sempre fedele, poiché sono sostenuta da una Tua grazia particolare.


3.IV.37
. Oggi il Signore mi ha detto: «Dì al reverendo professor... che desidero che nella festa della Mia Misericordia faccia la predica sulla Mia insondabile Misericordia». Ho eseguito il Suo desiderio, ma il sacerdote non ha accolto il desiderio del Signore. Mentre mi allontanavo dal confessionale, ho udito queste parole: «Fa' quello che ti ordino e sta' tranquilla, questa faccenda è fra lui e Me. Tu non risponderai di questo».

4.IV.1937. Domenica in Albis, cioè Festa della MiscricordiL La mattina, dopo la santa Comunione, la mia anima è stata immersa nella divinità. Sono stata unita alle Tre Persone Divine in questo modo: dato che ero unita a Gesù, per questo contemporaneamente ero unita al Padre ed allo Spirito Santo. La mia anima è stata sommersa da una gioia inconcepibile ed il Signore mi ha fatto conoscere tutto il mare e l'abisso della Sua insondabile Misericordia. Oh, se le anime volessero comprendere quanto Dio le ama! Tutti i paragoni, anche i più teneri ed i più forti, sono soltanto un'ombra sbiadita a confronto della realtà. Quando ero unita al Signore, ho conosciuto quanto sono numerose le anime che adorano la Misericordia di Dio. Quando sono andata all'adorazione, ho udito queste parole: «Mia diletta figlia, scrivi queste parole, che oggi il Mio Cuore ha riposato in questo convento. Parla al mondo della Mia Misericordia, del Mio amore. Le fiamme della Misericordia Mi bruciano, desidero riversarle sulle anime degli uomini. Oh, che dolore Mi procurano quando non vogliono accettarle! Figlia Mia, fa' quanto è in tuo potere per la diffusione del culto della Mia Misericordia, Io completerò quello che ti manca. Dì all'umanità sofferente che si stringa al Mio Cuore misericordioso e Io li [sic!] colmerò di pace. Figlia Mia, di che sono l'amore e la Misericordia in persona. Quando un'anima si avvicina a Me con fiducia, la riempio di una tale quantità di grazia, che essa non può contenerla in sé e la irradia sulle altre anime. Le anime che diffondono il culto della Mia Misericordia, le proteggo per tutta la vita, come una tenera madre protegge il suo bimbo ancora lattante e nell'ora della morte non sarò per loro Giudice, ma Salvatore misericordioso. In quell'ultima ora, l'anima non ha nulla in sua difesa, all'infuori della Mia Misericordia. Felice l'anima che durante la vita si è immersa nella sorgente della Misericordia, poiché la giustizia non la raggiungerà. Scrivi: tutto ciò che esiste è racchiuso nelle viscere della Mia Misericordia più profondamente di un bimbo nel grembo materno. Quanto dolorosamente mi ferisce la diffidenza verso la Mia bontà! I peccati di sfiducia sono quelli che mi feriscono nella maniera più dolorosa». La Madre Maestra, durante la santa Messa, ha suonato un canto stupendo sulla divina Misericordia. Ho subito pregato il Signore perché le faccia conoscere più a fondo l'abisso di questa insondabile Misericordia.
Quando mi sono accomiatata dal Signore, prima di andare a riposare, ho udito queste parole: «Vittima cara al Mio Cuore, per te benedico la terra».

7.IV.1937. Oggi, quando è entrata in cappella una certa persona, ho provato dì colpo un dolore atroce alle mani, ai piedi ed al fianco, come Gesù durante la Passione; questo dura un breve momento e con questo riconosco un'anima che non è in grazia di Dio. In un certo momento ho visto il Santo Padre che rifletteva su questa causa.

l0.IV.1937. Oggi la Madre Superiora mi ha fatto leggere un articolo sulla Divina Misericordia e c'era anche la riproduzione dell'immagine che è stata dipinta. L'articolo è pubblicato nel « Tygodnik Wilenskii» Il Settimanale di Wilno; ce l'ha spedìto a Cracovia Don Michele Sopocko, fervente apostolo della Divina Misericordìa. In quest'articolo sono citate delle parole che Gesù ha rivolto a me; alcune espressioni sono riportate alla lettera. Quando ho preso in mano quel Settimanale, una freccia d'amore mi ha trafitto l'anima. «Per il tuo ardente desiderio affretto la festa della Misericordia». Il mio spirito si è infiammato di un fuoco d'amore così forte, che mi sembrava di sciogliermi completamente in Dio.
Quell'anima bella, che diffonde nel mondo l'opera della Divina Misericordia, è tanto cara a Dio per la sua profonda umiltà. Prima di ogni grazia più grande, la mia anima è sottoposta ad una prova di pazienza, poiché la sento, ma non la possiedo ancora. Il mio spirito è in fermento, ma l'ora non è ancora giunta; quei momenti sono tanto misteriosi, che è difficile scriverne.

13.IV.1937. Oggi debbo rimanere a letto tutto il giorno. Mi ha preso una tosse violenta, che mi ha talmente indebolito da non avere la forza per camminare. Il mio spirito ha una gran voglia di eseguire le opere di Dio, ma le forze fisiche mi hanno abbandonato. In questo momento, Signore, non riesco a comprendere il Tuo operatoquesto, per questo ripeto con un atto di volontà amorosa: « Fa' di me quello che Ti piace » Dato che le tentazioni sono forti, tutta un'ondata dì dubbi si riversa sulla mia anima, lo scoraggiamento è già pronto e disponibile, ma il Signore rafforza la volontà, contro la quale come contro una roccia s'infrangono tutti gli assalti del nemico. Vedo quanta grazia attuale cooperante Iddio mi concede, con la quale mi sostiene continuamente. Sono molto debole e debbo tutto unicamente alla grazia dì Dio.
Un giorno in cui avevo deciso di esercitarmi in una certa virtù, caddi nel difetto contrario dieci volte dì più che negli altri giorni. Mentre la sera riflettevo su ciò: « Come mai oggi sono caduta in una maniera così eccezionale? », udii queste parole: «Hai contato troppo su te stessa e troppo poco su di Me». Compresi la ragione delle mie cadute. Guarigione improvvisa. Quando domenica, 11 aprile, scrissi una lettera a Don Sopocko, all'improvviso la mia salute peggiorò talmente che non inviai la lettera, ma attesi che la volontà di Dio fosse evidente. La salute però si aggravò talmente, che dovetti mettermi a letto. La tosse mi tormentava in modo così straziante che pensavo che, se si fosse ripetuta ancora un paio dì volte, sarebbe stata certamente la fine. Il 14 aprile mi sentivo così male, che a stento mi alzai per la santa Messa. Mi sentivo peggio dì quando ero stata inviata a curarmi. Avevo un forte rantolo ed un respiro rumoroso nei polmoni e strani dolori. Ricevuta la santa Comunione - io stessa non so bene il perché, o meglio che cosa mi spingeva a questa preghiera - cominciai a pregare in questo modo: « Gesù, il Tuo Sangue puro e sano circoli nel mio organismo malato, ed il Tuo Corpo puro e sano trasformi il mio corpo malato e pulsi in me una vita sana e forte, se è la Tua santa volontà che io dìa inizio all'opera. Questo sarà per me il segno evidente della Tua santa volontà ». Dopo che ebbi pregato così, provai come uno strappo in tutto l'organismo e mi sentii all'improvviso completamente sana. Ho il respiro limpido, come se non fossi mai stata malata ai polmoni e non sento dolore e questo per me è il segno che debbo accingermi all'opera. E questo avvenne nell'ultimo giorno della novena, che avevo fatto allo Spirito Santo. Dopo questa guarigione venni unita tutto ad un tratto a Gesu' in modo puramente spirituale. Gesù mi dìede una salda convinzione, cioè mi confermò in queste richieste. In tale contatto speciale con Gesù rimasi un giorno intero e parlai di particolari che riguardavano la Congregazione. Gesù riversò nella mia anima la forza ed il coraggio per l'azione. Ora comprendo che il Signore, se vuole qualche cosa da un'anima, le dà la possibilità dì eseguirla e con la grazia la rende idonea a compiere ciò che vuole da lei. E quindi anche se si trattasse dell'anima più misera, può per ordine del Signore intraprendere cose che oltrepassano la sua comprensione, poiché questo è il segno dal quale si può conoscere che il Signore è con quell'anima, se in essa si rivela la forza ed il vigore di Dio, che rende l'anima coraggiosa e forte. In quanto a me, in un primo momento mi spavento sempre un po' per la grandezza del Signore, ma poi entra nella mia anima una pace profonda che nulla può turbare, ed una forza interiore per quello che in un dato momento il Signore vuole... Ed udii queste parole: «Va, dì alla superiora che sei guarita». Per quanto tempo sarò in buona salute, non lo so, né lo domando; so soltanto che attualmente godo buona salute. il futuro non mi appartiene. Ho chiesto la salute come attestazione della volontà di Dio, e non per cercare soffievo nella sofferenza.

16.IV.37. Oggi, quando la Maestà di Dio si è impossessata di me, la mia anima è venuta a sapere che il Signore, sebbene sia tanto grande, ha una predilezione per le anime piccole e umili. Quanto più profondamente un'anima si umilia, tanto più amabilmente il Signore le si avvicina, e unendosi strettamente a lei, l'innalza fino al Suo trono. Felice l'anima che il Signore stesso difende. Ho conosciuto che solo l'amore ha valore, l'amore è una cosa grande; nulla, nessuna opera può paragonarsi ad un atto di puro amore di Dio.
O Gesù, proteggimi con la Tua Misericordia ed inoltre giudicami con bontà, altrimenti la Tua giustizia può a buon diritto condannarmi.

7.1V.1937 Oggi a lezione dì catechismo ho avuto conferma dì una cosa che per comprensione interiore avevo conosciuto e da tempo sperimentato e precisamente, se un'anima ama sinceramente Dio ed è unita a Lui interiormente, benché all'esterno viva in condizioni difficili, nulla è in grado dì vincolarne la vita interiore. Anche in mezzo alla corruzione, può essere pura ed intatta, poiché il grande amore di Dio le dà la forza per la lotta e Dio stesso difende in modo particolare, anche in maniera miracolosa, l'anima che Lo ama sinceramente. Quando Iddio un certo giorno mi fece conoscere interiormente che non avevo mai perso l'innocenza, e questo nonostante i vari pericoli nei quali mi ero trovata, e che Egli stesso mi aveva protetta, affinché la verginità della mia anima e del mio cuore rimanesse intatta, quel giorno lo passai in un interiore, fervente ringraziamento. Ringraziai Dio, che si era degnato difendermi dal male ed anche perché avevo trovato grazia ai Suoi occhi e perché si era degnato Egli stesso dì assicurarmi di questo. E alcuni anni dopo si degnò confermarmi in essa e da allora non provo più la ribeffione dei sensi contro l'anima. L'ho scritto più esattamente in un altro quaderno. Ogni volta che mi ricordo dì questa grazia inconcepibile, una nuova fiamma d'amore e dì riconoscenza verso Dio esplode dal mio cuore e questo amore mi conduce a dimenticarmi completamente di me stessa. Da quei giorni vivo sotto il manto verginale della Madonna. Essa mi custodisce ed ammaestra; sono tranquilla accanto al Suo Cuore Immacolato, poiché sono debole ed inesperta, per questo mi stringo come una bimba al Suo Cuore. Nonostante che Dio mi abbia confermato in questa virtù, vigilo continuamente ed ho paura perfino della mia ombra e ciò soltanto perché amo molto Dio. Questa grazia dìvina mi è stata data soltanto perché ero la più debole fra gli esseri umani, per questo l'Onnipotente mi ha circondata con la Sua particolare Misericordia.

24.1V.1937 Ogni maggior grazia la sento prima e mi prende una strana nostalgia ed un gran desiderio dì Dio e l'aspetto e più la grazia è grande, tanto maggiore è la mia sensazione e maggiore lo scontro che ho con l'avversario della mia salvezza. La mia anima si trova talvolta nella medesima condizione - qui debbo usare un paragone - di due amici sinceri, uno dei quali prepara un grande banchetto, al quale ha invitato il suo amico. Il primo gioisce e l’altro pure gioisce, ma il banchetto avviene all'ora fissata. E perciò i momenti prima della grazia sono così agitati, che mi è difficile descriverli. Li caratterizza una dolorosa nostalgia e l'ardore dell'amore. Sento che il Signore è là, ma non posso immergermi totalmente in Lui, poiché non è l'ora stabilita. Qualche volta prima del momento della grazia sono completamente priva dì tutto: mente, volontà e cuore. Rimango sola, in attesa di Dio solo. È Lui che provoca questo in me prima della Sua venuta.

23.IV.37. Oggi ho iniziato un ritiro di tre giorni. Verso sera ho udito nell'anima queste parole: «Figlia Mia, sappi che ti parlerò in modo particolare per mezzo di questo sacerdote, affinché non ti faccia prendere da dubbi per quanto riguarda le Mie richieste». Subito fin dalla prima meditazione le parole del sacerdote colpirono la mia anima. Esse sono le seguenti: « Non mi è lecito oppormi alla volontà di Dio ed ai suoi desideri qualunque essi siano. Ed appena sono convinta della certezza e dell'autenticità della volontà di Dio, debbo eseguirla. Da questo nessuno mi può esonerare. Qualunque sia questa volontà di Dio, appena l'ho conosciuta, debbo compierla». Questo è soltanto un piccolissimo riassunto, ma questa meditazione mi è rimasta impressa nell'anima nella sua totalità e non ho il minimo dubbio. So quello che vuole Iddio da me e quello che debbo fare. Ci sono nella vita degli attimi e dei momenti di conoscenze interiori, cioè di illuminazioni inviate da Dio, durante le quali l'anima viene istruita su cose che non ha letto in alcun libro, né le sono state insegnate da alcun uomo. Sono i momenti delle conoscenze interiori che Iddio stesso elargisce all'anima. Si tratta di grandi misteri... Ottengo spesso luce e conoscenza della vita intima di Dio e della Sua intima disposizione e questo mi riempie di una fiducia e di una gioia indicibili, che non riesco a contenere in me, e desidero sciogliermi tutta in Lui...
L'essenza dell'amore è il sacrificio e la sofferenza. La verità cammina con una corona dì spine. La preghiera riguarda l'intelletto, la volontà ed il sentimento. Oggi c'è stata una bella predica sulla Misericordia di Dio e sulla bontà di Dio. Durante tale conferenza la mia anima ha provato l'ardore dell'amore di Dio ed ho compreso che la parola di Dio è viva. I propositi particolari rimangono gli stessi: l'unione con Cristo Misericordioso ed il silenzio. Il fioretto che depongo ai piedi della Madonna per il mese di maggio è quello di esercitarmi nella mitezza.
Una virtù senza prudenza non è una virtù. Dobbiamo pregare spesso lo Spirito Santo per ottenere la grazia della prudenza. La prudenza si compone di: riflessione, ragionevole considerazione e fermo proposito. L'ultima decisione appartiene sempre a noi. Noi dobbiamo decidere, possiamo e dobbiamo consigliarci, attingere lumi... Oggi, durante la meditazione, Iddio mi ha dato un'illuminazione interiore e mi ha fatto comprendere la santità ed in che cosa consiste. Sebbene questo l'abbia sentito parecchie volte in varie conferenze, tuttavia l'anima lo comprende in maniera diversa attraverso la luce di Dio che la illumina. Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono a lei elargito la rendono perfetta, ma l'unione intima della mia anima con Dio. Questi doni sono soltanto un ornamento dell'anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio. Il Signore non fa mai violenza alla nostra libera volontà. Dipende da noi se vogliamo accogliere la grazia di Dio oppure no, se collaboreremo con essa oppure se la sprecheremo. Nell'ultima predica serale, in preparazione alla rinnovazione dei voti, il Padre ha parlato della felicità che deriva dai tre voti e della ricompensa per la loro fedele osservanza. Tutto ad un tratto la mia anima è stata immersa in grandi tenebre interiori. Invece che dì gioia la mia anima era piena d'amarezza, ed il cuore veniva trafitto da un dolore acuto. Mi sentivo tanto misera ed indegna dì questa grazia e nella consapevolezza dì tale miseria ed indignità, non avrei osato nemmeno avvicinarmi ai piedi della più giovane delle postulanti per baciarli. Le vedevo in ispirito belle e care a Dio, e vedevo me stessa come un abisso dì miseria. Terminata la predica, fra le lacrime e le sofferenze mi gettai ai piedi di Dio nascosto, mi gettai nel mare dell'infinita Misericordia di Dio e solo lì trovai soffievo e sentii che tutta l'onnipotenza della Sua Misericordia mi abbracciava.


30.
Oggi la rinnovazione dei voti. Subito, appena mi sono svegliata, la presenza di Dio mi ha investito e mi sento come una bimba di Dio. L'amore di Dio ha inondato la mia anima e mi ha fatto comprendere che tutto dipende dalla Sua volontà e mi ha detto queste parole: «Desidero concedere la remissione totale, alle anime che si accostano alla confessione ed alla santa Comunione nel giorno della festa della Mia Misericordia ». E mi ha detto: «Figlia Mia, non aver paura di nulla, Io sono sempre con te, anche se ti sembra che Io non ci sia; ed il tuo abbassarti Mi attira dal Mio alto trono ad unirMi strettamente a te».

29.IV.37. Il Signore mi ha fatto conoscere le discussioni che si sono svolte in Vaticano su questa festa. Il dignitario Pacelli se n’è occupato parecchio. Oggi la rinnovazione, cioè l'emissione dei e la cerimonia solenne. Mentre le Suore pronunciavano i voti, ho udito gli angeli cantare: « Santo, Santo » in vari toni. Nessuno può esprimere con termini umani l'armonia di quel canto. Nel pomeriggio ho parlato con la mia amata Maestra, Madre Maria Giuseppina. Abbiamo fatto il giro dell'orto e, sebbene per sommi capi, le ho parlato. È sempre la stessa, quella cara Maestra, benché non sia più Maestra, ma Superiora, ed io abbia fatto i voti dieci anni fa. Mi ha detto che un'anima consacrata non può vivere senza croce e mi ha svelato certe sofferenze, che avevo avuto a Varsavia, benché non gliene avessi mai parlato. Mi si sono presentate evidenti davanti agli occhi dell'anima tutte le grazie che avevo ricevuto in noviziato. Oh, quanta nconoscenza ho per lei! Una volta che la mia anima era immersa nelle tenebre e mi sembrava di essere dannata, essa in forza dell’obbedienza mi aveva strappata da quell'abisso. Spesso la mia anima è offuscata a causa della sofferenza, ma nessun essere umano riesce a comprendere queste mie tribolazioni.

1.V.1937. Oggi ho sentito la vicinanza della mia mamma, la Madre Celeste. Prima di ogni Santa Comunione prego fervorosamente la Madonna, perché mi aiuti a preparare la mia anima a ricevere il Figlio Suo e sento chiaramente la Sua protezione su di me. La prego molto, affinché si degni di accendere in me quel fuoco di amor divino, che ardeva nel Suo Cuore verginale al momento della Incarnazione del Verbo di Dio.

4.V.1937. Oggi sono andata per un momento dalla Madre Generale e le ho domandato: « Cara Madre, ha avuto qualche ispirazione in merito alla faccenda della mia uscita dal convento? ». La Madre Generale mi ha risposto: « Finora, sorella, l'ho sempre trattenuta, ma ora la lascio libera. Se vuole, sorella, può lasciare la Congregazione e se vuole può restare ». Le ho risposto che andava bene. Pensavo che avrei scritto subito al Santo Padre per la dispensa dai voti. Appena uscita però dall'incontro con la Madre Generale, delle strane tenebre sono scese sulla mia anima, come era già avvenuto in precedenza. E un fatto curioso che ogni volta che chiedo di uscire, ogni volta la mia anima viene avvolta da queste tenebre e mi sento come se fossi abbandonata a me stessa. Dato che ero in quell'angoscia spirituale decisi di andare subito dalla Madre e dirle il mio strano tormento e la mia lotta. La Madre mi rispose: « Questa sua uscita è una tentazione ». Dopo un momento di colloquio, mi sentii sollevata, tuttavia le tenebre duravano ancora. « Questa Misericordia di Dio è bella e dev'essere un'opera di Dio veramente grande, se satana si oppone in questo modo e vuole annientarla ». Sono parole della cara Madre Generale. Il mio tormento nessuno lo immagina né lo comprende, né io sono in grado di descriverlo, né vi può essere una sofferenza più grande di questa. I tormenti dei martiri non sono maggiori, poiché la morte in questi momenti per me sarebbe un sollievo, e non so a cosa paragonare questa tribolazione, questa agonia dell'anima senza fine.

5.V.1937. Oggi, quando nella santa confessione ho svelato parte della mia anima, dato che m'era venuto il pensiero che forse questa è proprio una tentazione, poiché nel momento in cui chiedo di essere liberata dalla Congregazione, provo tali acute sofferenze e tenebre, il confessore mi ha risposto che forse non è il momento stabilito da Dio. Bisogna pregare ed attendere pazientemente, « ma che l'attendono grandi sofferenze, questo è vero. Avrà da sopportare molte sofferenze e da superare molte difficoltà. Questo è sicuro. Sarebbe meglio attendere ancora e pregare molto per ottenere una conoscenza più approfondita e la luce divina. Queste sono cose grandi ». Mio Dio! In questi momenti difficili non ho il mio direttore spirituale, che è partito per Roma. O Gesù, dato che me l'hai tolto, guida mi Tu stesso, poiché Tu sai quello che posso sopportare. Credo fermamente che Dio non può assegnarmi più di quello che posso sopportare. Confido nella Sua Misericordia. Nei momenti in cui sono fra cielo e terra, taccio, poiché anche se parlassi, chi potrebbe comprendere i miei discorsi? L'eternità svelerà molte cose, delle quali ora non parlo. Quando sono andata nell'orto, ho visto che tutto respira la gioia della primavera. Gli alberi in fiore emanano un profumo inebriante, tutto vibra di gioia e gli uccellini cantando e cinguettando in continuazione adorano Iddio e mi dicono: «Rallegrati e gioisci, Suor Faustina ». Ma l’anima mia e nelle tenebre e nell'angoscia. La mia anima è così sensibile al sussurro della grazia, sa parlare a tutto ciò che è creato e che mi circonda e so perché Dio ha abbellito così la terra... Ma il mio cuore non può rallegrarsi, poiché il mio Diletto si è nascosto a me e non riposerò, finché non Ti ritrovo... Non riesco a vivere senza Dio, ma sento che anche Dio non può essere felice senza di me, benché Egli basti a Se stesso nella maniera assoluta.

6.V.37. L'ASCENSIONE DEL SIGNORE. Oggi fin dal primo mattino la mia anima è stata toccata da Dio. Dopo la santa Comunione, per un momento sono stata a stretto contatto col Padre Celeste. La mia anima è stata attirata nell'ardore stesso dell'amore; ho capito che nessun'opera esterna può paragonarsi col puro amore di Dio... Ho visto la gioia del Verbo Incarnato e sono stata immersa nella Trinità Divina. Quando sono rientrata in me, la nostalgia mi ha inondato l'anima ed anelo ad unirmi a Dio. Si è impossessato di me un amore così grande per il Padre Celeste, che ritengo questo giorno un'ininterrotta estasi d'amore. L'universo intero mi è sembrato una minuscola gocciolina di fronte a Dio. Non c'è felicità maggiore di quando Iddio mi fa conoscere interiormente che Gli è gradito ogni palpito del mio cuore e quando mostra d'amarmi in modo particolare. Questa convinzione interiore, nella quale Dio conferma il Suo amore verso di me e quanto Gli è gradita la mia anima, immette nel mio intimo un abisso di serenità. In questo giorno non ho potuto prendere alcun cibo, mi sono sentita saziata dall'amore. O Dio di grande Misericordia, che Ti sei degnato inviarci il Tuo Figlio Unigenito come la più grande dimostrazione d'amore e di Misericordia senza limiti, Tu non respingi i peccatori, ma hai aperto anche a loro il tesoro della Tua infinita Misericordia, al quale possono attingere in abbondanza, non solo la giustificazione, ma ogni santità alla quale l'anima può giungere. Padre di grande Misericordia, desidero che tutti i cuori si rivolgano con fiducia alla tua infinita Misericordia. Nessuno potrà giustificarsi davanti a Te, se non l'accompagnerà la Tua insondabile Misericordia. Quando ci rivelerai il mistero della Tua Misericordia, l'eternità non sarà sufficiente per ringraziarTi per essa adeguatamente. Com'è dolce avere nel fondo dell'anima ciò in cui la Chiesa ci ordina di credere! Quando la mia anima è immersa nell'amore, risolvo in modo chiaro e sollecito le questioni maggiormente intricate. Solo l'amore è capace di camminare sull'orlo degli abissi ed attraverso le cime dei monti. L'amore, ancora una volta l'amore.


12.V.37.
Alle volte tenebre strane invadono la mia mente; contrariamente alle mie aspirazioni sono immersa nel nulla.

20.V. Dopo che è già passato un mese da quando godo buona salute, mi è venuto un pensiero, cioè non so se al Signore piaccia di più che Lo serva nella malattia o nella buona salute, che Gli avevo chiesto. Ed ho detto al Signore: « Gesù, fa' di me quello che Ti piace ». E Gesù mi ha riportato allo stato di prima. Oh, com'è dolce vivere in convento fra le consorelle, ma non bisogna dimenticare che questi angeli hanno un corpo umano. Un certo momento vidi satana che cercava in fretta qualcuno fra le suore, ma non lo trovava. Ebbi in animo l'ispirazione di ordinargli, nel nome di Dio, di dirmi che cosa cercava fra le suore. E confessò, sebbene a malincuore: « Cerco le anime infingarde ». Quando gli ordinai nuovamente, nel nome di Dio, che mi dicesse quali erano in convento le anime alle quali aveva accesso più facilmente, mi dichiarò di nuovo malvolentieri che erano le anime pigre ed infingarde. Osservai che, al presente, non c'erano in casa anime di quel genere. Si rallegrino le anime affaticate ed esauste.

22.V.1937.Oggi è un caldo così soffocante che è difficile sopportarlo; desideriamo la pioggia, ma la pioggia non viene. Da alcuni giorni il cielo si rannuvola, ma la pioggia non riesce a cadere. Quando ho osservato le piante assetate di pioggia, ho provato compassione ed ho deciso fra me di recitare la coroncina fino a quando Dio avesse mandato la pioggia. Dopo la merenda il cielo si è coperto di nuvole e una fitta pioggia è caduta sulla terra. Avevo recitato quella preghiera per tre ore senza interruzione. E il Signore mi ha fatto conoscere che con questa preghiera si può ottenere tutto.

coroncina divina misericordia

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