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La Madonna promette la salvezza dell'anima! Inizia ora i primi 5 sabati del mese!

I° Quaderno - Parte 3

VIGILIA DI NATALE. Oggi mi sono unita strettamente alla Madonna; ho vissuto i Suoi momenti intimi. Verso sera, prima che fosse spezzato l'« oplatek », sono entrata in cappella per scambiarlo spiritualmente con le persone care ed ho pregato la Madonna perché conceda loro le grazie. Il mio spirito era immerso totalmente in Dio. Durante la S. Messa di mezzanotte nell'Ostia ho visto Gesù Bambino; il mio spirito si è immerso in Lui. Benché fosse un bambinetto, la Sua maestà è penetrata nella mia anima. Mi ha colpita profondamente questo mistero: questo grande umiliarsi di Dio; questo Suo inconcepibile annientamento. Per tutta la durata delle festività questo mi è rimasto vivamente impresso nell'anima. Oh! noi non riusciremo mai a comprendere questo grande abbassarsi di Dio! Quanto più medito su questo... [Qui la frase è rimasta interrotta]. Una mattina, dopo la S. Comunione, udii questa voce: « Voglio che tu Mi faccia compagnia, quando vado dalle ammalate ». Risposi che ero d'accordo, ma dopo aver riflettuto un momento, dissi fra di me: « Come posso farlo, dato che le suore del secondo coro non vanno mai a far compagnia al Santissimo Sacramento, ma ci vanno sempre le suore Direttrici? ». Pensai però che Gesù avrebbe provveduto. Dopo pochi minuti venne a cercarmi Madre Raffaella e mi disse: « Lei, Sorella, andrà ad accompagnare Gesù, quando il Sacerdote va dalle ammalate ». E per tutto il tempo della probazione andai sempre, con la candela, a far compagnia al Signore e, in qualità di cavaliere di Gesù, procurai di cingermi sempre con una piccola cintura di ferro, dato che non sarebbe stato indicato andare vestita come al solito a fianco del Re. E quella mortificazione l'offrii per gli ammalati. L'Ora Santa. Durante quest'ora cercai di meditare la Passione del Signore. Tuttavia la mia anima era colma di gioia ed all'improvviso vidi Gesù Bambino. Ma la Sua maestà penetrò in me e dissi: « Gesù, Tu sei così piccolo, ma io so che Tu sei il mio Creatore e Signore ». E Gesù mi rispose: « Lo sono, e perciò ho rapporti d'intimità con te come un Bambino, per insegnarti l'umiltà e la semplicità ». Tutte le sofferenze e le difficoltà le offrivo a Gesù come un omaggio floreale per il nostro giorno dello sposalizio perpetuo. Nulla mi era difficile, quando pensavo che lo facevo per il mio Sposo, come dimostrazione d'amore per Lui. il mio raccoglimento con Gesù. Cercavo di mantenere un profondo raccoglimento per amore di Gesù. In mezzo al più grande frastuono, Gesù mi trovava sempre raccolta nel mio cuore, sebbene ciò talvolta mi costasse molto. Ma per Gesù cosa mai può essere troppo grande, per Colui che amo con tutte le forze della mia anima? Oggi Gesù mi ha detto: « Desidero che tu conosca più a fondo l'amore di cui arde il Mio Cuore verso le anime e lo comprenderai quando mediterai la Mia Passione. Invoca la Mia Misericordia per i peccatori; desidero la loro salvezza. Quando reciterai questa preghiera con cuore pentito e con fede per qualche peccatore, gli concederò la grazia della conversione ». La breve preghiera è la seguente: « O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di Misericordia per noi, confido in Te ». Negli ultimi giorni di carnevale, quando facevo l'ora santa, vidi Gesù mentre veniva flagellato. Che supplizio inimmaginabile! Come soffrì tremendamente Gesù per la flagellazione! O poveri peccatori, come v'incontrerete nel giorno del giudizio con quel Gesù, che ora torturate a quel modo? Il Suo Sangue colava per terra e in alcuni punti cominciava a staccarsi anche la carne. Sulla schiena ho visto alcune Sue ossa scarnificate. Gesù mite emetteva flebili lamenti e sospiri. Una volta Gesù mi fece conoscere quanto Gli è cara l'anima che osserva fedelmente la regola. L'anima ottiene maggior ricompensa per l'osservanza della regola che per le penitenze e le grandi mortificazioni. Se esse sono state intraprese al di fuori dell'ambito della regola, ricevono anch'esse la loro ricompensa, ma non superiore a quella della regola. Durante un'adorazione il Signore mi chiese di offrirmi come vittima per una sofferenza, che doveva servire di riparazione nella causa di Dio, non solo in generale per i peccati del mondo, ma in particolare per le mancanze commesse in questa casa. Dissi subito che andava bene, che ero pronta. Gesù però mi fece conoscere quello che dovevo soffrire e in un momento mi si presentarono e passarono man mano davanti agli occhi dell'anima tutti i patimenti. Prima di tutto le mie intenzioni non sarebbero state riconosciute, poi sospetti vari e diffidenze, umiliazioni e contrarietà di vario genere; ma non sto ad elencare tutto. Davanti agli occhi della mia anima si presentarono tutte, come una cupa tempesta, dalla quale da un momento all'altro debbono cominciare a sprigionarsi i fulmini. Attendono solo il mio consenso. Per un momento la mia natura rimase spaventata. Ad un tratto suonò la campanella per il pranzo. Uscii dalla cappella tremante ed indecisa. Ma quel sacrificio mi stava continuamente davanti agli occhi, dato che non mi ero decisa né ad accettano, né avevo detto di no al Signore. Volevo rimettermi alla Sua volontà. Se il Signore stesso me lo assegnava, ero pronta ad accettarlo. Ma il Signore fece capire che ero io a dover essere spontaneamente d'accordo ed accettano pienamente consapevole, poiché diversamente in questo caso non avrebbe avuto alcun significato. Tutto il suo valore consisteva nel mio atto volontario di fronte a Lui. Ma nello stesso tempo il Signore mi fece conoscere che dipendeva da me: potevo farlo, ma potevo anche non farlo. Ed allora risposi: « Gesù, accetto tutto, qualunque cosa Tu voglia mandarmi; confido nella Tua bontà ». In un attimo mi resi conto che con quell'atto avevo reso un grande onore a Dio. Però mi armai di pazienza. Appena uscIi dalla cappella mi imbattei subito nella realtà. Non intendo scendere nei particolari; basta dire che ce ne fu quanto ne potei sopportare. Una goccia di più e non ce l'avrei fatta. Una mattina udii nell'anima queste parole: «Va' dalla Madre Generale e dille che la tal cosa in quella data casa non mi piace ». Non posso dire di che cosa si trattasse, né di quale casa; ma alla Madre Generale lo dissi, sebbene mi costasse molto. Una volta accettai di subire la spaventosa tentazione, da cui era tormentata una delle nostre educande nella casa di Varsavia. Era la tentazione del suicidio. Soffrii per sette giorni. Dopo sette giorni Gesù le concesse la grazia e da quel momento anch'io cessai di soffrire. Questa è una sofferenza grande. Prendo spesso su di me i travagli delle nostre allieve. Gesù me lo permette e lo permettono anche i confessori. Il mio cuore è la dimora stabile di Gesù. All'infuori di Gesù nessun altro vi ha accesso. Da Gesù attingo la forza per lottare contro tutte le difficoltà e contrarietà. Desidero trasformarmi in Gesù, per potermi dedicare perfettamente alle anime. Senza Gesù non mi avvicinerei alle anime, perché so quello che sono in me stessa. Assorbo Iddio dentro di me, per poterLo dare alle anime.

27.III.33. Desidero stancarmi, lavorare, annientarmi per la nostra opera di salvezza delle anime immortali. Non importa se questi sforzi abbrevieranno la mia vita, dato che essa non appartiene più a me, ma è proprietà della congregazione. Con la fedeltà alla congregazione desidero essere utile a tutta la Chiesa. O Gesù, oggi la mia anima è come offuscata dalla sofferenza. Nemmeno un raggio di luce. La tempesta infuria e Gesù dorme. O mio Maestro, non Ti sveglierò, non interromperò il Tuo dolce sonno. Io credo che Tu mi stia fortificando, senza che io me ne accorga. Vi sono ore intere in cui Ti adoro, o Pane vivo, in una grande aridità di spinto. O Gesù, l'amore puro non ha bisogno di consolazioni: si nutre della Tua volontà. O mio Sovrano, la Tua volontà è lo scopo della mia esistenza. Mi sembra che tutto il mondo sia al mio servizio e che dipenda da me. Tu, o Signore, comprendi la mia anima in tutte le sue aspirazioni. O Gesù, quando io stessa non posso cantarTi l'inno dell'amore, ammiro il canto dei Serafini, tanto amati da Te. Desidero, come fanno essi, immergermi in Te. Ad un simile amore nulla porrà un argine, poiché nessuna forza ha potere su di lui. Esso è simile al fulmine che illumina l'oscurità, ma non rimane in essa. O mio Maestro, plasma Tu stesso la mia anima secondo la Tua volontà ed i Tuoi eterni intendimenti. Una certa persona si è quasi assunta il compito di esercitarmi in vari modi nella virtù. Un giorno mi prese nel corridoio e cominciò col dire che non aveva l'autorità per farmi osservazioni, ma mi ordinò di fermarmi per mezz'ora in piedi nel corridoio di fronte alla piccola cappellina e di attendere la Madre Superiora ed al suo ritorno, dopo la fine della ricreazione, di accusarmi di svariate cose, che essa mi elencò, perché me ne accusassi. Benché non ne avessi nell'anima la minima idea, tuttavia ubbidii ed attesi per mezz'ora la Superiora. Ogni Suora che passava vicino a me, mi guardava ridendo. Quando mi accusai di fronte alla Madre Superiora, essa mi mandò dal confessore. Appena cominciai a confessarmi, quel Sacerdote s'accorse subito che c'era qualche cosa che non proveniva dalla mia anima e che io non avevo la più pallida idea di quelle cose e si meravigliò che quella persona avesse potuto giungere a dare un ordine simile. O Chiesa di Dio, tu sei la migliore delle madri. Tu sola sai educare e far crescere le anime. Oh! quanto amore e quanta venerazione ho per la Chiesa, per la migliore delle madri. Una volta il Signore mi disse: « Figlia Mia, la tua fiducia ed il tuo amore intralciano la Mia giustizia e non posso punire, perché Me lo impedisci ». Oh! quanta forza ha un'anima piena di fiducia! Quando penso ai voti perpetui ed a chi è Colui che desidera unirsi a me, questo pensiero m'induce a meditare su di Lui per ore intere. Come può succedere questo? Tu sei Dio e io una Tua creatura. Tu sei il Re immortale ed io una mendicante e la miseria in persona. Ma ormai è tutto chiaro per me, infatti questo abisso, Signore, lo colmano la Tua grazia e l'amore. Quest'amore colmerà l'abisso che c'è fra Te, o Gesù, e me. O Gesù, quanto profondamente rimane ferita un'anima quando essa cerca sempre di essere sincera ed invece l'accusano di ipocrisia e la trattano con diffidenza. O Gesù, anche Tu hai sofferto questo, per dare una riparazione al Padre Tuo. Desidero nascondermi in modo che nessuna creatura conosca il mio cuore. O Gesù, solo Tu conosci il mio cuore e lo possiedi totalmente. Nessuno conosce il nostro segreto. Con uno sguardo ci comprendiamo a vicenda. Dal momento che ci siamo conosciuti, sono felice. La Tua grandezza mi riempie completamente. O Gesù, quando sono all'ultimo posto e più in basso anche delle giovani postulanti, allora mi sento al posto adatto per me. Non sapevo che in quegli angoletti bui, il Signore avesse collocato tanta felicità. Adesso comprendo che anche in una prigione può erompere da un cuore puro una abbondanza d'amore per Te. Le cose esteriori non hanno significato per un amore puro; esso supera tutto. Né le porte di una prigione, né le porte del cielo contano per lui. Esso giunge fino a Dio Stesso e nulla riesce ad estinguerlo. Per lui non esistono barriere: è libero come un re ed ha ovunque ingresso libero. La morte stessa deve piegare la testa di fronte a lui. Oggi è venuta da me una mia sorella carnale. Quando mi ha esposto le sue intenzioni, sono rimasta di stucco. E mai possibile? È una cara e bella anima di fronte a Dio, ma un fitto buio è sceso su di lei e non sapeva come cavarsela. Vedeva nero ovunque. il buon Dio l'ha affidata a me. Per due settimane ho potuto lavorare su di lei. Ma quanti sacrifici mi è costata quell'anima, Dio solo lo sa. Per nessun'altra anima, come per la sua, ho portato al trono di Dio un così gran numero di sacrifici, di sofferenze e di preghiere. Sentii d'aver costretto Dio a concederle la grazia. Quando penso a tutto questo, vedo un vero miracolo. Mi rendo conto del grande potere che ha la preghiera d'intercessione presso Dio. Ora, in questo tempo di Quaresima, sento la Passione del Signore nel mio corpo; tutto ciò che ha sofferto Gesù lo vivo profondamente nel mio cuore benché all'esterno le mie sofferenze non trapelino affatto. Le conosce soltanto il confessore. Breve colloquio con la Madre Maestra. Quando le domandai alcuni particolari per progredire nella vita interiore, quella santa Madre mi rispose a tutto con molta chiarezza di argomenti. Mi disse: « Se lei, sorella, continuerà a cooperare così con la grazia di Dio, sarà solo ad un passo dalla stretta unione con Dio. Lei comprende in che senso lo dico. La sua caratteristica sia la fedeltà alla grazia del Signore. Non tutte le anime Iddio le conduce per una tale strada ». Pasqua di Risurrezione. Oggi durante la funzione pasquale, ho visto il Signore Gesù in un grande splendore; si è avvicinato a me e mi ha detto: « Pace a voi, figlioli Miei! » ed ha alzato la mano ed ha benedetto. Le piaghe delle mani, dei piedi e del costato non erano cancellate ma risplendenti. Poi mi guardò con tanta amabilità ed amore che la mia anima s'immerse totalmente in Lui e mi disse: « Hai preso tanta parte alla Mia Passione, per questo avrai tanta parte alla Mia gloria ed alla Mia gioia». Tutta la funzione pasquale mi sembrò che durasse un solo minuto. Un misterioso raccoglimento s'impossessò della mia anima e continuò finché durarono le feste. L'amabilità di Gesù è così grande, che non è possibile descriverla. Il giorno seguente, dopo la S. Comunione, udii questa voce: « Figlia Mia, guarda l'abisso della Mia Misericordia e rendi onore e gloria a questa Mia Misericordia e fallo in questo modo: riunisci tutti i peccatori del mondo intero ed immergili nell'abisso della Mia Misericordia. Desidero darMi alle anime. Desidero le anime, figlia Mia. Nel giorno della Mia festa, nella festa della Misericordia, attraverserai il mondo intero e condurrai le anime avvilite alla sorgente della Mia Misericordia, lo le guarirò e le fortificherò ». Oggi ho pregato per un anima agonizzante, che stava morendo senza i santi sacramenti, benché li avesse ardentemente desiderati. Ma ormai era troppo tardi. Si tratta di una mia parente, la moglie di uno zio paterno. Era un'anima cara a Dio. In quel momento non ci fu distanza per noi. O voi, piccoli, insignificanti sacrifici quotidiani, siete per me come i fiori di campo che spargo ai piedi dell'amato Gesù. Talvolta queste minuzie io le paragono alle virtù eroiche, in quanto per la loro incessante continuità esigono eroismo. Durante le sofferenze non cerco aiuto dalle creature, ma Dio è tutto per me, benché qualche volta mi sembri che il Signore non mi ascolti. Allora mi armo di pazienza e di silenzio, come la colomba che non si lamenta, né mostra dolore quando le tolgono i piccoli. Voglio volare alto nel calore stesso del sole e non voglio ristagnare in basso tra il fumo e la nebbia. Non mi stancherò, perché mi sono appoggiata a Te, mia Forza. Prego ardentemente il Signore che si degni di fortificare la mia fede, affinché nella grigia vita quotidiana non mi regoli secondo considerazioni umane, ma secondo lo spirito. Oh! come tutto attira l'uomo verso la terra, ma una fede viva mantiene l'anima in una sfera più alta ed assegna all'amor proprio il posto che gli spetta, cioè l'ultimo. Cade nuovamente una tremenda oscurità sull'anima mia. Mi sembra di essere sotto l'influsso di illusioni. Quando sono andata a confessarmi, per attingere luce e serenità, non le ho trovate. Il confessore mi ha fatto venire ancora più dubbi di quanti ne avessi prima. Mi ha detto: e Non riesco a conoscere quale potenza agisce in lei, forse Dio e forse anche lo spirito maligno ». Quando mi sono allontanata dal confessionale, ho cominciato a riflettere sulle sue parole. Più riflettevo, più la mia anima sprofondava nelle tenebre. Che fare, Gesù? Quando Gesù mi si avvicinava amabilmente, io avevo paura. Sei veramente Tu, Gesù? Da un lato mi attira l'amore, dall'altro mi allontana la paura. Che tormento! Non riesco a descriverlo. Quando andai a confessarmi di nuovo, ricevetti questa risposta: “Sorella, io non la capisco; è meglio che lei non si confessi da me”. Dio mio, io debbo farmi tanta violenza per riuscire a dire qualche cosa della mia vita interiore ed ecco la risposta che ne ottengo: « Sorella, io non la capisco». Quando ripartii dal confessionale, fui assalita da innumerevoli tormenti. Andai davanti al SS.mo Sacramento e dissi: « Gesù, salvami! Vedi bene che sono debole ». Ad un tratto udii queste parole: « Durante gli esercizi spirituali prima dei voti ti darò un aiuto ». Rinfrancata da queste parole, presi ad andare avanti senza domandare consigli a nessuno. Però avevo una tale mancanza di fiducia verso me stessa, che decisi una volta per sempre di farla finita con questi dubbi. Per questo attendevo con ansia gli esercizi spirituali, che dovevano precedere i voti perpetui. Fin da alcuni giorni prima pregai senza posa il Signore perché concedesse lumi al sacerdote che mi doveva confessare, affinché finalmente decidesse in maniera categorica, si o no e già pensavo fra me: starò tranquilla una volta per tutte. Ma mi amareggiavo dubitando che qualcuno volesse ascoltare tutte quelle cose. Decisi tuttavia di non pensarci affatto e di aver fiducia nel Signore. Mi risuonavano all'orecchio quelle parole: « durante gli esercizi spirituali ». È già tutto pronto. Domattina dobbiamo andare a Cracovia per gli esercizi. Oggi sono andata in cappella a ringraziare Dio per le innumerevoli grazie, che mi ha concesso durante questi cinque mesi. Il mio cuore era profondamente commosso di fronte a tante grazie ed all'amorevole interessamento delle Superiore. « Figlia Mia, sta' tranquilla. Prendo su di Me tutte le questioni. Le risolverò Io Stesso con le Superiore e col confessore. Parla con Padre Andrasz con la stessa semplicità e fiducia con la quale parli con Me ». Oggi 18.IV.1933 siamo arrivate a Cracovia. Che gioia trovarmi di nuovo qui, dove ho imparato a fare i primi passi nella vita spirituale. La cara Madre Maestra sempre la stessa, gioiosa e piena d'amore per il prossimo. Sono entrata un momento in cappella. La gioia mi ha inondato l'anima. Mi è venuto in mente in un istante tutto un mare di grazie, che ho ricevuto qui quand'ero novizia. Ed oggi ci siamo riunite tutte per andare per un ora in noviziato. Madre Maestra, Madre Giuseppina, ci ha rivolto alcune parole ed ha predisposto lo svolgimento degli esercizi. Quando ci ha detto quelle poche parole, mi è venuto davanti agli occhi il gran bene che quella cara Madre ci ha fatto. Ho sentito nell'anima una grande riconoscenza verso di lei. Una certa pena mi ha stretto il cuore al pensiero che sono qui in noviziato per l'ultima volta. Ormai debbo lottare con Gesù, lavorare con Gesù, soffrire con Gesù, in una parola, vivere e morire con Gesù. Non ci sarà più la Maestra a seguirmi passo passo, ad istruirmi, a mettermi in guardia, ad ammonirmi, ad incoraggiarmi, a riprendermi. Da sola sento una strana paura. Gesù, pensa Tu a qualcosa per questo. Per la verità avrò comunque una Superiora, ma d'ora in poi mi sentirò più sola. ALLA MAGGIOR GLORIA DI DIO.

Cracovia,21.IV.1933 Esercizi spirituali di otto giorni prima dei voti perpetui. Oggi incomincio gli esercizi spirituali. Gesù, o mio Maestro, guidami Tu; disponi di me secondo la Tua volontà. Purifica il mio amore, affinché sia degno di Te. Fa' di me quello che desidera il Tuo Misericordiosissimo Cuore. O Gesù, in questi giorni saremo faccia a faccia fino al momento della nostra unione. Mantienimi, Gesù, nel raccoglimento dello spirito. Verso sera il Signore mi disse: « Figlia Mia, nulla ti spaventi, né ti turbi. Conserva una profonda tranquillità. È tutto nelle Mie mani. Ti farò comprendere tutto per bocca di Padre Andrasz. Sii come una bambina davanti a lui ». Un momento davanti al Santissimo Sacramento. O Signore e mio eterno Creatore, come potrò ringraziarTi per questa grande grazia, per esserTi degnato di scegliere me miserabile come Tua sposa, unendomi a Te con un vincolo eterno? Amabilissimo Tesoro del mio cuore, Ti offro tutti gli arti di adorazione e di ringraziamento delle anime sante, di tutti i cori angelici e soprattutto in unione con la Madre Tua. O Maria, Madre mia, Ti prego umilmente, copri la mia anima col Tuo manto verginale in questo momento così importante della mia vita, in modo che io sia più gradita al Figlio Tuo e possa degnamente esaltare la Sua Misericordia davanti al mondo intero e per tutta l'eternità. Oggi non sono riuscita a comprendere la meditazione. il mio spirito era mirabilmente immerso in Dio. Nonostante l'impegno non sono riuscita a pensare a quello che diceva il predicatore degli esercizi. Spesso non sono in grado di pensare secondo determinati schemi; il mio spirito è col Signore e questa è la mia meditazione. Alcune parole del mio incontro con la Madre Maestra Maria Giuseppina. Mi ha chiarito molte cose e mi ha tranquillizzato riguardo alla vita interiore assicurandomi che sono sulla buona strada. Ho ringraziato il Signore Gesù per questa grande grazia, poiché essa è stata la prima fra le Superiore a non procurarmi dubbi a questo riguardo. Oh! quanto infinitamente buono è Dio! O Ostia viva, unica mia forza, sorgente d'amore e di misericordia, abbraccia il mondo intero; fortifica le anime che stanno cedendo. Benedetto l'istante ed il momento nel quale Gesù ci lasciò il Suo misericordiosissimo Cuore! Soffrire senza lamentarsi, consolare gli altri, e le proprie sofferenze immergerle nel dolcissimo Cuore di Gesù. Tutti i momenti liberi dagli impegni li passerò ai piedi del SS.mo Sacramento. Al piedi del Signore cercherò luce, conforto e forza. Mostrerò incessantemente riconoscenza verso Dio per la grande Misericordia che ha avuto verso di me, non dimenticando mai i benefici che mi ha elargito e specialmente la grazia della vocazione. Mi nasconderò tra le suore come una modesta violetta tra i gigli. Voglio fiorire per il mio Creatore e Signore. Dimenticare me stessa, annientarmi completamente a favore delle anime immortali: questa è una delizia per me!

ALCUNI MIEI PROPONlMENTI. Per quanto concerne la santa confessione, sceglierò sempre ciò che mi umilia e mi costa dl più. Talvolta un inezia costa più che non qualcosa di più grande. Prima di ogni confessione ricorderò la Passione del Signore e con ciò risveglierò la contrizione del cuore. In quanto ciò è possibile con la grazia di Dio, mi eserciterò sempre nel dolore perfetto. A tale contrizione dedicherò un maggior spazio di tempo. Prima di accostarmi alla grata, entrerò nel Cuore aperto e misericordiosissimo del Salvatore. Quando mi allontanerò dalla grata, risveglierò nella mia anima una grande riconoscenza verso la S. Trinità per lo straordinario ed inconcepibile miracolo di Misericordia che avviene nell'anima e quanto più la mia anima è miserabile, tanto più sento che l'oceano della Misericordia di Dio mi inghiotte e mi dà tanta forza e potenza. Le regole che trasgredisco più spesso sono: talvolta interrompo il silenzio; non ubbidisco alla voce della campanella; m'intrometto nei lavori affidati ad altre. Cercherò col più grande impegno di correggermi. Evitare le consorelle che mormorano e, se non è possibile evitarle, per lo meno tacere in presenza di una mormoratrice, facendo comprendere quanto è penoso per noi ascoltare cose simili. Non badare a considerazioni umane, ma tener conto della propria coscienza, che ce ne dà testimonianza. Prendere Iddio a testimone di ogni azione. Comportarmi così ora e risolvere ogni mia questione, come vorrei comportarmi e risolverla in punto di morte. Per questo in ogni questione tener sempre presente Iddio. Evitare i permessi presunti. Raccontare di sé alle Superiore anche le piccole cose, scendendo per quanto possibile ai particolari. Fedeltà nelle pratiche di pietà; non chiedere con facilità esenzioni da pratiche di pietà. Tacere fuorché in ricreazione. Evitare gli scherzi e le parole spiritose che tendono a mettere in ridicolo altri ed a far rompere il silenzio. Stimare enormemente le più piccole prescrizioni. Non lasciarsi travolgere dalla frenesia del lavoro; interrompere un momento per guardare verso il cielo. Parlare poco con gli uomini, ma molto con Dio. Evitare la familiarità. Badare poco a chi è con me e chi contro di me. Non confidare le proprie vicissitudini. Sul lavoro evitare di prendere accordi ad alta voce. Nelle sofferenze conservare la serenità e l'equilibrio. Nei momenti difficili rifugiarsi nelle Piaghe di Gesù; nelle Piaghe di Gesù cercare conforto, sollievo, luce e forza. Nelle prove procurerò di vedere l'amorevole mano di Dio. Nulla di così costante come la sofferenza; essa tiene sempre fedelmente compagnia all'anima. O Gesù, nell'amore verso di Te non mi farò sorpassare da nessuno. O Gesù nascosto nel SS.mo Sacramento, vedi che oggi esco dal noviziato per emettere i voti perpetui. Gesù, Tu conosci la mia debolezza e la mia pochezza e pertanto da oggi in modo particolarissimo passo al Tuo noviziato; continuo ad essere novizia, ma novizia Tua, o Gesù, e Tu sarai il mio Maestro - fino all'ultimo giorno della mia vita. Verrò ogni giorno ai Tuoi piedi a lezione da Te. Non intraprenderò da sola la più piccola cosa senza aver prima consultato Te, come mio Maestro. O Gesù, sono tanto contenta che Tu stesso mi abbia attirata ed accolta nel Tuo noviziato, cioè nel Tabernacolo. Pronunciando i voti perpetui non divento affatto una perfetta religiosa. Oh! no, no. Continuo ad essere una piccola e debole novizia di Gesù e cercherò di tendere alla perfezione come nei primi giorni di noviziato, procurando di avere la disposizione d'animo che avevo il primo giorno, in cui si aprì per me la porta del convento. Con la fiducia e la semplicità di un piccolo bimbo, mi affido a Te oggi, Signore Gesù, mio Maestro. Lascio a Te la completa libertà di guidare l'anima mia. Guidami per le strade che Tu vuoi; io non voglio conoscerle. Io verrò fiduciosa dietro a Te. il Tuo Cuore misericordioso può tutto. La piccola Novizia di Gesù, Sr. Faustina. Fin dall'inizio degli esercizi spirituali Gesù mi aveva detto: « In questi esercizi spirituali sarò Io Stesso a dirigere la tua anima. Voglio confermarti nella tranquillità e nell'amore ». E così trascorsero per me i primi giorni. Il quarto giorno cominciò a tormentarmi una tale inquietudine: « Non mi trovo forse in uno stato di falsa tranquillità? ». D'un tratto udii queste parole: « Figlia Mia, immaginati di essere la regina di tutta la terra e di avere la possibilità di disporre di tutto come ti pare, di avere ogni possibilità di fare del bene come ti piace ed ecco che bussa alla tua porta un bambino molto piccolo, tutto tremante, con le lacrime agli occhi, ma con tanta fiducia nella tua bontà e ti chiede un pezzo di pane per non morire di fame. Come ti comporteresti con questo bambino? Rispondi a Me, figlia Mia ». E dissi: « Gesù, gli darei tutto quello che chiede, ma anche mille volte di più! ». Ed il Signore mi disse: « Così Io Mi comporto nei confronti della Tua anima. Durante questi esercizi spirituali non solo ti darò la tranquillità, ma anche una tale disposizione d'animo, che tu non potrai essere inquieta nemmeno se lo vorrai. Il Mio amore ha preso possesso della tua anima e voglio che si fortifichi in essa. Accosta il tuo orecchio al Mio Cuore e dimentica tutto e medita sulla Mia insondabile Misericordia. Il Mio amore ti darà la forza ed il coraggio, che ti è necessario in questi casi ». O Gesù, Ostia viva, Tu sei mia Madre. Tu sei tutto per me. Io verrò da Te, o Gesù, con semplicità e con amore, con fede e con fiducia. Dividerò tutto con Te, come un bimbo con la madre amata: le gioie e le sofferenze; in una parola, tutto. Quando penso a questo, che Iddio si unisce a me per mezzo dei voti, cioè io a Lui, nessuno può comprendere quello che prova il mio cuore. Già fin d'ora Iddio mi fa conoscere tutta l'immensità del Suo amore, col quale mi ha amato fin da prima dei secoli, mentre io ho cominciato ad amarlo soltanto nel tempo. Quanto più Lo conosco, tanto più ardentemente e fortemente Lo amo e le mie azioni sono più perfette. Tuttavia quando penso che fra qualche giorno devo diventare una cosa sola col Signore, per mezzo dei voti perpetui, una gioia così inconcepibile inonda la mia anima che non riesco assolutamente a descriverla. Dalla prima volta che ho conosciuto il Signore, lo sguardo della mia anima è sprofondato in Lui per l'eternità. Ogni volta che il Signore si avvicina a me, e con questo avviene da parte mia una più profonda conoscenza, l'amore nella mia anima si perfeziona sempre più. Prima della confessione udii nell'anima queste parole: « Figlia Mia, digli tutto e svela la tua anima di fronte a lui, come fai davanti a Me. Non avere paura di nulla. Per la tua tranquillità metto questo Sacerdote fra Me e la tua anima e le parole che ti risponderà sono Mie. Svelagli le cose più segrete della tua anima. Io gli darò la luce perché conosca la tua anima». Quando mi avvicinai alla grata, sentii nell'anima una così grande disponibilità a parlare di tutto, che io stessa in seguito me ne meravigliai e le sue risposte diedero alla mia anima una tranquillità tanto profonda! Le sue parole sono state, sono e rimarranno per sempre come colonne di fuoco, che hanno illuminato e continueranno ad illuminare la mia anima nel tendere alla più alta santità. Le indicazioni ricevute da Padre Andrasz le ho annotate in un'altra pagina di questo quaderno. Ultimata la confessione, il mio spirito s'immerse in Dio e continuai a pregare per tre ore e mi sembrò che si fosse trattato di pochi minuti. Da allora non metto impedimenti alla grazia, che opera nella mia anima. Gesù sapeva perché avevo paura di trattare familiarmente con Lui e non se n'è affatto offeso. Dal momento che il Padre mi ha assicurato che non si tratta di illusioni, ma di una grazia di Dio, cerco di essere fedele a Dio in tutto. Ora vedo che sono pochi i sacerdoti che comprendono tutta la profondità dell'azione di Dio nelle anime. Da allora ho le ali sciolte per il volo e desidero volare alto nel calore stesso del sole. Il mio volo non si fermerà, finché non riposerò in Lui per l'eternità. Se voliamo molto in alto, tutta la caligine, la nebbia e le nuvole sono sotto i nostri piedi e tutta la parte sensibile del nostro essere deve sottostare allo spirito. O Gesù, desidero la salvezza delle anime, delle anime immortali. Nel sacrificio darò sfogo al mio cuore, nel sacrificio che nessuno neanche sospetterà. Mi annienterò e brucerò, senza che nessuno se ne accorga, nel sacro fuoco dell'amore di Dio. La presenza di Dio mi è d'aiuto affinché il mio sacrificio sia perfetto e puro. Oh! come sono errate le apparenze ed i giudizi ingiusti! Oh! quante volte viene oppressa la virtù solo perché è silenziosa! Per convivere sinceramente con persone che punzecchiano in continuazione, è necessario un grande spirito di sacrificio. La persona sente che sanguina, ma le ferite non si vedono. O Gesù, quante cose ci svelerà soltanto l'ultimo giorno! Che gioia! Dei nostri sacrifici nulla va perduto. L'ora santa. Durante quest'ora di adorazione ho conosciuto tutto l'abisso della mia miseria. Tutto ciò che vi è in me di buono, è Tuo, Signore, ma appunto perché sono misera e piccola ho il diritto di contare sulla Tua infinita Misericordia. La sera. Gesù>, domattina devo pronunciare i voti perpetui. Ho pregato il cielo e la terra ed ho invitato tutto ciò che esiste a ringraziare Dio per questa grande ed inconcepibile grazia. D'improvviso ho sentito le parole: « Figlia Mia, il tuo cuore è il paradiso per Me ». Ancora un momento per pregare e poi bisogna andar via di corsa, poiché ci mandano via da ogni parte, dato che per la giornata di domani debbono sistemare a dovere tutto, la cappella, il refettorio, la sala, la cucina e noi dobbiamo andare a riposare. Ma di dormire non se ne parla. La gioia ha tolto il sonno. Pensavo: che sarà mai il paradiso, se già qui, in questo esilio, Dio ricolma così la mia anima? Preghiera durante la santa Messa nel giorno dei voti perpetui. Oggi depongo il mio cuore sulla patena, nella quale è posto il Tuo Cuore, o Gesù, ed oggi mi offro insieme a Te a Dio, Padre Tuo e mio, come vittima d'amore e d'adorazione. Padre di Misericordia, guarda all'offerta del mio cuore, ma attraverso la ferita del Cuore di Gesù.

1.V.1933. L'unione con Gesù nel giorno dei voti perpetui. O Gesù, il Tuo Cuore è da oggi mia proprietà, ed il mio cuore è Tua proprietà esclusiva. Il semplice ricordo del Tuo Nome, o Gesù, è una delizia per il mio cuore. In verità non potrei vivere nemmeno un istante senza di Te, o Gesù! Oggi la mia anima è annegata in Te, come nell'unico suo tesoro. il mio amore non conosce impedimenti nel dare dimostrazioni d'attaccamento al suo Diletto. Parole di Gesù durante la funzione dei voti perpetui: « Mia Sposa, i nostri cuori sono uniti per l'eternità. Ricordati a chi sei impegnata...». Non è possibile riferire tutto! La mia richiesta fatta nel momento in cui mi misi con le braccia in croce sotto il panno funebre. Pregai il Signore che mi concedesse la grazia di non offenderLo mai, con nessun peccato, anche il più piccolo e nemmeno con un'imperfezione volontaria e consapevole. Gesù, confido in Te! Gesù, Ti amo con tutto il cuore! Nei momenti più difficili Tu sei mia Madre! Per amore verso di Te, o Gesù, io oggi muoio completamente a me stessa e comincio a vivere per la maggior gloria dei Tuo santo Nome. O Amore, per amore, o Santissima Trinità, mi offro a Te come vittima di adorazione, come olocausto del mio totale annientamento e con questo annientamento di me stessa desidero l’esaltazione del Tuo Nome, o Signore. Come un piccolo bocciolo di rosa, mi getto ai Tuoi piedi, o Signore, e il profumo di questo fiore sia noto soltanto a Te. Tre richieste nel giorno dei voti perpetui. Gesù, io so che in questo giorno non mi negherai nulla. Prima richiesta. Gesù, mio Sposo amatissimo, Ti prego per il trionfo della Chiesa, soprattutto nella Russia e nella Spagna; perché benedica il S. Padre Pio XI e tutto il clero; per ottenere la grazia della conversione dei peccatori induriti nel peccato; per una speciale benedizione e luce, Te ne prego, Gesù, per i sacerdoti, presso i quali mi confesserò durante la mia vita. Seconda richiesta. Una benedizione alla nostra congregazione ed un grande fervore nella congregazione. Benedici, o Gesù, la Madre Generale e la Madre Maestra e tutto il noviziato e tutte le Superiore, i miei carissimi Genitori. Concedi la Tua grazia alle nostre educande; fortificale così saldamente nella Tua grazia, in modo che quelle che lasciano le nostre case, non Ti offendano più con nessun peccato. O Gesù, Ti prego per la mia Patria; difendila dagli assalti dei nemici. Terza richiesta. Gesù, Ti prego per le anime che hanno più bisogno di preghiere. Ti prego per gli agonizzanti; sli misericordioso con loro. Ti prego anche per la liberazione di tutte le anime dal purgatorio. O Gesù, Ti raccomando delle persone particolari: i miei confessori; le persone che si sono raccomandate alle mie preghiere; una certa persona - Padre Andrasz, Don Czaputa e quel sacerdote che ho conosciuto a Wilno che dev'essere il mio confessore; una certa anima.../ ed un certo sacerdote, un certo religioso, al quale, come sai, Gesù, io debbo tanto, e tutte le persone che sono raccomandate alle mie preghiere. O Gesù, Tu in questo giorno puoi fare tutto per coloro per i quali Ti prego. Per me, Ti prego, o Signore: transustanziami completamente in Te; conservami sempre nel santo fervore per la Tua gloria; dammi la grazia e la forza dello Spirito per compiere in tutto la Tua santa volontà. Ti ringrazio, o mio amatissimo Sposo, per la dignità che mi hai conferito e specialmente per le insegne regali, che da oggi mi adornano e che nemmeno gli Angeli hanno, e cioè la Croce, la spada e la corona di spine. Ma soprattutto, o Gesù mio, Ti ringrazio per il Tuo Cuore: esso mi basta per tutto! O Madre di Dio, Maria Santissima, Madre mia, Tu ora sei mia Madre in modo particolarissimo e questo perché il Tuo amato Figlio èmio Sposo e quindi siamo entrambi figli Tuoi. Per riguardo verso il Figlio devi amarmi. O Maria, Madre mia amatissima, dirigi la mia vita interiore, in modo che sia gradita al Figlio Tuo Santo, Onnipotente Iddio, in questi momenti di tanta grazia, con la quale mi unisci a Te per l'eternità, io, piccola nullità, con la più grande riconoscenza mi getto sotto i Tuoi piedi, come un piccolo e sconosciuto fiorellino, il cui profumo d'amore salim giornalmente verso il Tuo Trono. Nei momenti delle lotte e delle sofferenze, delle tenebre e delle tempeste, della nostalgia e della tristezza, nei momenti delle prove difficili, nei momenti in cui non sarò compresa da nessuna creatura ed anzi sarò da tutti condannata e disprezzata, ricorderò il giorno dei voti perpetui, il giorno di una inconcepibile grazia di Dio.

G.M.G. PARTICOLARI PROPOSITI DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI. 1.V.1933 Amore del prossimo. Primo: essere servizievole con le Suore. Secondo: non parlare degli assenti e difendere il buon nome del prossimo. Terzo: rallegrarsi dei successi del prossimo. O Dio, quanto desidero essere una piccola bimba. Tu sei mio Padre. Tu sai bene quanto sono piccola e debole, perciò Ti scongiuro, tienimi presso di Te in tutti i momenti della mia vita e specialmente nell'ora della morte. O Gesù, io so che la Tua bontà supera la bontà della più tenera delle madri. Per ogni umiliazione ringrazierò il Signore. Pregherò in modo speciale per la persona, che mi ha fornito l'occasione di umiliarmi. Mi annienterò a favore delle anime. Non badare ad alcun sacrificio, stendendomi sotto i piedi delle Suore come un piccolo tappeto, sul quale non solo possono camminare, ma possono anche pulirsi i piedi. il mio posto è sotto i piedi delle consorelle. Nella vita pratica cercherò di procurarmelo in modo che nessuno se ne accorga. Mi basta che lo veda Dio. Sono gia cominciate le giornate grigie, della normalità quotidiana. Sono passati i momenti solenni dei voti perpetui, ma nell'anima è rimasta tanta grazia di Dio. Sento che sono tutta di Dio; sento che sono Sua figlia. Sento che sono totalmente proprietà di Dio; avverto questo anche fisicamente e sensibilmente. Sono pienamente tranquilla per tutto, poiché so che è compito dello Sposo pensare a me. Ho dimenticato completamente me stessa. La mia fiducia è riposta senza limiti nel Suo misericordiosissimo Cuore. Sono continuamente unita a Lui. Avverto come se Gesù non potesse essere felice senza di me e io senza di Lui. Benché comprenda bene che, in quanto Dio, è felice in Se stesso e non ha bisogno assolutamente di nessuna creatura per la propria felicità, tuttavia la Sua bontà Lo costringe a donarsi alle creature e questo con una inconcepibile generosità. O mio Gesù, ora m'impegnerò per l'onore e la gloria del Tuo Nome, lottando fino al giorno in cui Tu stesso mi dirai: basta così. Ogni anima che m'hai affidato, o Gesù, cercherò di aiutarla con la preghiera e con il sacrificio, affinché la Tua grazia possa operare in essa. O grande innamorato delle anime, o mio Gesù, Ti ringrazio per la grande fiducia, poiché Ti sei degnato dì affidare queste anime alle nostre cure. Giorni di lavoro e di grigiore, per me non siete affatto grigi, poiché ogni momento mi procura nuove grazie e la possibilità di fare del bene.

25.IV.1933. PERMESSI MENSILI. Passando, poter entrare in cappella; impiegare i momenti liberi dalle occupazioni nella preghiera. Prendere, dare, prestare qualche piccola cosa. Fare una seconda colazione e la merenda. Qualche volta non potrò partecipare alla ricreazione. Qualche volta non potrò neppure prendere parte alle preghiere in comune. Qualche volta non potrò partecipare alle preghiere della sera e del mattino. Qualche volta rimanere qualche momento dopo le ventuno presso i miei impegni e talvolta fare le pratiche di pietà dopo le ventuno. Appena ho qualche momento di tempo scrivere o annotare qualche cosa. Parlare per telefono. Per uscire di casa. Quando sono in città, entrare in qualche chiesa. Visitare le Suore ammalate. Entrare nelle celle delle altre Suore in caso di necessità. Qualche volta bere acqua al di fuori dell'orario.

PICCOLE MORTIFICAZIONI. Recitare la coroncina alla Divina Misericordia con le braccia in croce. il sabato una parte del rosario con le braccia in croce. Talvolta una preghiera stesa a terra in forma di croce. Il giovedì l'ora santa. Il venerdì una mortificazione maggiore per i peccatori agonizzanti. O Gesù, amico dei cuori oppressi dalla solitudine, Tu sei il mio rifugio. Tu sei la mia pace. Tu sei l'unica mia salvezza. Tu sei la quiete nei momenti della lotta e nel mare dei dubbi. Tu sei il raggio luminoso che iliumina la strada della mia vita. Tu sei tutto per un'anima solitaria. Tu comprendi le anime, anche se non parlano. Tu conosci le nostre debolezze e come un buon medico consoli e curi, riducendo le sofferenze da buon intenditore. Parole del Vescovo, che si trovano nella cerimonia dei voti perpetui delle Suore: « Accetta in mano questo cero, in segno dì illuminazione celeste e di amore ardente ». Mentre consegna l'anello: « Ti sposo a Gesù Cristo, Figlio dell'Eterno Padre, che ti conservi senza macchia. Ricevi quest'anello in segno dell'eterna alleanza che contrai con Cristo, Sposo delle vergini. Sia per te l'anello della fedeltà, il sigillo dello Spirito Santo, in modo che tu sia chiamata sposa di Cristo e, se l'avrai servito fedelmente, venga incoronata per l'eternità ». O Gesù, confido in Te, confido nell'oceano della Tua Misericordia. Tu sei per me una Madre! Quest'anno 1933 è per me particolarmente solenne, poiché in quest'anno del Giubileo della Passione del Signore ho pronunciato i voti perpetui. La mia offerta sacrificale l'ho unita in modo speciale al Sacrificio dì Gesù sulla Croce, perché divenisse in questo modo più gradita a Dio. Ogni mia azione la compio con Gesù, per Gesù, in Gesù. Dopo i voti perpetui sono rimasta ancora a Cracovia per tutto il mese dì maggio, poiché la mia destinazione oscillava fra Rabka e Wilno. Una volta che la Madre Generale mi chiese: « Come mai lei, sorella, se ne sta così silenziosa e non si prepara per partire da nessuna parte? », risposi: « Io voglio la pura volontà di Dio. Dove mi manda lei, cara Madre, senza ingerenze da parte mia, li sono certa che è per me la pura volontà dì Dio ». A questo la Madre Generale mi rispose: « Molto bene ~. il giorno dopo la Madre Generale mi chiamò a sé e mi disse: « Dato che lei voleva la pura volontà di Dio eccola, lei andrà a Wilno ». Ringraziai e attesi il giorno in cui mi avrebbero detto di partire. Però gioia e timore assieme m invasero l'anima. Sentivo che Dio mi preparava là molte grazie, ma anche molte tribolazioni. Ad ogni modo fino al 27 maggio rimasi a Cracovia. Dato che non avevo un lavoro fisso, ma andavo ad aiutare nell'orto e per varie circostanze lavoravo da sola, ebbi la possibilità per tutto il mese di fare gli esercizi spintuali secondo il sistema dei gesuiti. Benché partecipassi alle ricreazioni comuni, continuai gli esercizi spirituali dì S. Ignazio, durante i quali ottenni molta luce da Dio. Sono passati quattro giorni dai voti perpetui. Ho cercato di fare l'ora santa. Era il primo giovedì del mese. Appena entrata in cappella, la presenza di Dio s'impossessò di me. Sentivo chiaramente che il Signore era accanto a me. Dopo un momento vidi il Signore tutto coperto di ferite, che mi disse: « Vedi chi hai sposato ». Io compresi il significato dì queste parole e risposi al Signore: « O Gesù, Ti amo maggiormente vedendoTi così ferito ed annientato, più che se Ti vedessi nella Tua Maestà ». Gesù mi domandò: « Perché? ». Risposi: « Una grande Maestà spaventa me che sono piccola; sono una nullità e le Tue Piaghe mi attirano verso il Tuo Cuore e mi parlano del Tuo grande amore per me ». Dopo questo colloquio subentrò il silenzio. Osservai attentamente le Sue sante Piaghe e mi sentii felice soffrendo con Lui. Soffrendo non soffrivo, perché ero felice di conoscere la profondità del Suo amore e passò un'ora, che per me fu come un minuto. Non giudicare mai nessuno: per gli altri avere occhi pieni d'indulgenza, per sé occhi severi. Per ogni cosa fare riferimento a Dio ed ai miei occhi sentirmi quella che sono, cioè la più grande miseria e nullità. Nelle sofferenze conservare la pazienza e la serenità, sapendo che col tempo tutto passa. Di quello che ho vissuto nei momenti in cui ho fatto i voti perpetui, non conviene parlare. Sono in Lui ed Egli è in me. Nel momento in cui Mons. Vescovo mi ha messo l'anello, Iddio è penetrato in tutto il mio essere e non sapendolo descrivere sorvolo in silenzio su quel momento. Dopo i voti perpetui il mio rapporto intimo con Dio è tanto stretto, quanto non è stato mai in precedenza. Sento che amo Dio e sento che Egli ama me. La mia anima dopo aver gustato Iddio, non saprebbe vivere senza dì Lui. Per me è più piacevole un'ora sola passata ai piedi dell'altare nella più grande aridità di spirito, che cento anni di piaceri nel mondo. Preferisco essere uno zimbello insignificante in convento, piuttosto che una regina nel mondo. Nasconderò agli occhi della gente tutto ciò che farò di buono, in modo che Dio solo sia la mia ricompensa. Come una modesta violetta nascosta fra l'erba, che non ferisce il piede dell'uomo che la calpesta, ma emana profumo e, dirnenticando completamente se stessa, cerca di essere gentile con la persona che l'ha calpestata. Per la natura umana ciò è molto gravoso, ma la grazia dì Dio ci viene in aiuto. Ti ringrazio, Gesù, dì questa grande grazia, perché m'hai fatto conoscere tutto l'abisso della mia miseria; so dì essere una voragine di nullità e se la Tua santa grazia non mi sostenesse, in un attimo sarei annientata. Perciò con ogni battito del cuore Ti ringrazio, o Dio, per la grande Misericordia che hai verso dì me. Domani debbo partire per Wilno. Oggi sono andata a confessarmi da Padre Andrasz, un Sacerdote che ha un profondo spirito di Dio, quello che mi ha sciolto le ali per poter volare verso le altezze più inaccessibili. Mi ha tranquillizzato in tutto e mi ha imposto di credere nella Provvidenza Divina: « Abbia fiducia ed avanzi con coraggio! ». Dopo la confessione ho sentito in me una misteriosa forza divina. Il Padre mi ha esortato insistentemente ad essere fedele alla grazia di Dio ed ha detto: « Se continuerà a conservare la semplicità e l'obbedienza, non le accadrà nulla dì male. Abbia fiducia in Dio; è sulla buona strada e in buone mani, nelle mani dì Dio ». La sera sono rimasta un po' più a lungo in cappella. Ho parlato col Signore di una certa anima. Incoraggiata dalla Sua bontà ho detto: « Gesù, mi hai dato questo Padre, che mi ha compreso per quanto riguarda queste ispirazioni e me lo togli di nuovo. Che potrò fare io a Wilno? Non conosco nessuno, non capisco nemmeno come parla quella gente ». Ed il Signore mi ha detto: « Non temere, non ti lascerò sola». La mia anima si è immersa in una preghiera di ringraziamento per tutte le grazie che il Signore mi ha concesso per mezzo di Padre Andrasz. Tutto ad un tratto mi è venuta in mente quella visione nella quale avevo visto un Sacerdote fra il confessionale e l'altare. Mentre speravo di poterlo conoscere un giorno, mi son tornate molto chiare in mente le parole, che avevo sentito allora: « Egli ti aiuterà a fare la Mia volontà sulla terra ». Oggi 27 maggio 1933 parto per Wilno. Quando sono uscita davanti alla casa, mi sono girata a guardare tutto l'orto e il fabbricato; quando ho diretto lo sguardo verso il novlziato, all'improvviso mi son venute le lacrime agli occhi. Pensavo a tutti i benefici ed alle grazie che il Signore mi aveva concesso. Ad un tratto inaspettatamente, presso un'aiuola, vidi il Signore che mi disse: « Non piangere; Io sono sempre con te». La presenza di Dio, che m'investì mentre il Signore Gesù parlava, durò per tutto il tempo del viaggio. Avevo il permesso di fermarmi a Czestochowa. Per la prima volta vidi la Madonna allorché mi recai, alle cinque del mattino, ad assistere allo scoprimento dell'immagine. Rimasi là a pregare senza interruzione fino alle undici e mi sembrava d'essere appena arrivata. La Superiora del luogo mandò una Suora a cercarmi perché andassi a colazione e perché si preoccupava che non facessi tardi al treno. La Madre di Dio mi disse molte cose. Affidai a Lei i miei voti perpetui. Sentivo di essere la Sua bambina e che Lei era mia Madre. Non mi rifiutò nulla di quello che Le chiesi. Oggi sono già a Wilno. Il convento è costituito da casette sparse qua e là. La cosa mi fa un effetto un po' strano, dopo i grandi edifici di Jòzefòw. Vi sono solo diciotto suore. La casetta è piccola, ma l'affiatamento in questa comunità è una gran cosa. Tutte le suore mi hanno accolta molto cordialmente e ciò mi è stato di grande incoraggiamento per affrontare le fatiche che mi attendevano. Suor Giustina aveva perfino passato lo straccio sul pavimento per il mio arrivo. Quando andai alla Benedizione Gesù m'illuminò sul modo di comportarmi con certe persone. Mi strinsi con tutte forze al Cuore dolcissimo dì Gesù, vedendo che sarei stata esposta esternamente a distrazioni, in conseguenza del compito che ho da svolgere nell'orto e per il quale debbo avere rapporti con persone esterne. È giunta la settimana della confessione ed ho visto con gioia quel Sacerdote, che avevo conosciuto prima di venire a Wilno. L'avevo conosciuto in visione. All'improvviso sentii nell'anima queste parole: « Ecco il Mio servo fedele; egli ti aiuterà a fare la Mia volontà qui sulla terra ». Io però non mi sono fatta conoscere da lui, come desiderava il Signore. E per un certo tempo ho lottato con la grazia. In ogni confessione la grazia di Dio m'investiva misteriosamente, ma io non gli svelai la mia anima ed avevo intenzione di non confessarmi da quel Sacerdote. Dopo tale proposito un'inquietudine tremenda s'impadronì della mia anima. Dio mi rimproverò energicamente. Quando svelai tutta la mia anima a quel Sacerdote, Gesù riversò sulla mia anima tutto un mare di grazie. Ora comprendo quello che è la fedeltà ad una singola grazia e come essa attiri una serie di altre grazie. O mio Gesù, tienimi accanto a Te. Vedi come sono debole; da sola non faccio nemmeno un passo avanti. Per questo, o Gesù, devi stare continuamente con me come una madre presso un bambino debole e anche dì più. Sono cominciate le giornate dì lavoro, di lotte e di tribolazioni. Tutto procede secondo il ritmo di una casa religiosa. Si è sempre novizi; si debbono imparare e conoscere molte cose, poiché, sebbene la regola sia la stessa, ogni casa ha le sue usanze e perciò ogni cambiamento è un piccolo noviziato.

V.VIII.1933. Festa della Madre di Dio della Misericordia. Oggi ho ottenuto una grande ed incomparabile grazia, puramente interiore, per la quale ringrazierò Dio in questa vita e per tutta l'eternità... Gesù mi aveva detto che Gli sarebbe piaciuto soprattutto che meditassi la Sua dolorosa Passione. In seguito a questa meditazione molta luce si riversa sulla mia anima. Chi vuole imparare la vera umiltà, mediti la Passione di Gesù. Quando medito la Passione dì Gesù, riesco ad aver chiara la nozione di molte cose, che prima non riuscivo a capire. Io desidero essere simile a Te, o Gesù, a Te crocifisso, maltrattato, umiliato. O Gesù, imprimi nella mia anima e nel mio cuore la Tua umiltà. Ti amo, Gesù, alla follia. Amo Te annientato, come Ti descrive il profeta, che per le grandi sofferenze non riusciva a scorgere in Te l'aspetto umano. In tale stato Ti amo, Gesù, alla follia. Dio Eterno ed immenso, che cosa ha mai fatto di Te l'amore?...

11.X.1933. Giovedì. Ho cercato di fare l'ora santa ma l'ho cominciata con grande difficoltà. Una certa nostalgia cominciò a lacerarmi il cuore. La mia mente ne fu talmente offuscata che non riuscivo a comprendere nemmeno le semplici formule delle preghiere. E in questo modo passò per me un'ora dì preghiera, o meglio di lotta. Decisi di pregare un'altra ora, ma le sofferenze interiori aumentarono: una grande aridità ed un grande sconforto. Decisi di pregare per una terza ora. In questa terza ora di preghiera, che decisi di fare in ginocchio senza alcun appoggio, il mio corpo cominciò a reclamare un po di riposo. Io però non cedetti in nulla. Misi le braccia a forma di croce e senza pronunciare una parola, andai avanti così con la forza della volonta. Dopo un po' mi tolsi l'anello dal dito e chiesi a Gesù di guardare quell'anello, che è il segno della nostra unione eterna ed offrii a Gesù i sentimenti che avevo il giorno dei voti perpetui. Poco dopo sentii che il mio cuore era inondato da un'onda d'amore; all'improvviso il raccoglimento dello spirito; il silenzio dei sensi; la piesenza di Dio che investe l'anima. So questo soltanto, che ci siamo Gesù ed io. L'ho visto con lo stesso aspetto che aveva quando lo vidi qualche momento dopo i voti perpetui, mentre facevo l'ora santa. Gesù si è presentato improvvisamente davanti a me privo delle vesti, coperto di piaghe su tutto il corpo, con gli occhi inondati dì sangue e di lacrime, col volto deturpato, coperto di sputi. D'un tratto il Signore mi ha detto: «La sposa deve essere simile al suo Sposo ». Compresi queste parole fino in fondo. Qui non c'è possibilità di alcun dubbio. La mia somiglianza con Gesù deve avvenire attraverso la sofferenza e l'umiltà. «Vedi quello che ha fatto con Me l'amore per le anime degli uomini. Figlia Mia, nel tuo cuore trovo tutto quello che Mi rifiuta un così grande numero di anime. Il tuo cuore è di riposo per Me. Spesso conservo le grandi grazie verso lafine delle preghiere ». Una volta che avevo fatto una novena allo Spirito Santo riguardo al confessore, il Signore mi rispose: « Te l'ho fatto conoscere prima che i Superiori ti inviassero qui. Come ti comporterai tu col confessore, così Mi comporterò Io con te. Se gli terrai nascosta anche la più piccola delle Mie grazie, anch'Io Mi nasconderò davanti a te e rimarrai sola ». Ed io mi comportai secondo il desiderio di Dio ed una profonda pace regnò nella mia anima. Ora comprendo quanto Dio difenda i confessori, e quanto stia dalla loro parte. Un consiglio del reverendo dr. Sopocko. « Senza umiltà non possiamo piacere a Dio. Esercitati nel terzo grado dell'umilta', cioè non solo non ricorrere a spiegazioni e giustificazioni, quando ci rimproverano qualche cosa, ma rallegrarsi dell'umiliazione. Se le cose di cui mi parli, provengono veramente da Dio, prepara la tua anima a grandi sofferenze. Incontrerai disapprovazioni e persecuzioni; ti considereranno un'isterica ed una stravagante; ma Dio non ti risparmierà la Sua grazia. Le vere opere di Dio incontrano sempre difficoltà e sono contraddistinte dalla sofferenza. Se Dio vuole realizzare qualche cosa, prima o poi la realizza, nonostante le difficoltà e gli ostacoli; e tu frattanto àrmati di tanta pazienza ». Quando il reverendo dr. Sopocko andò in Terra Santa, in quel periodo confessò la comunità il padre gesuita Dabrowski. In una delle mie confessioni mi domandò se mi rendevo conto della vita superiore che c'è nella mia anima e che è ad un grado estremamente alto. Risposi di rendermene conto e di conoscere quello che avviene nel mio intimo. Alla mia risposta il Padre replicò: « Non le è lecito, sorella, distruggere quanto ha dentro l'anima, né mutarlo di sua iniziativa. Non in tutte le anime è evidente la grande felicità, che si trova nella vita interiore, la quale presso di lei, sorella, è visibile perché vi è in un grado altissimo. Stia attenta, sorella, a non sciupare queste grandi grazie di Dio, grande per loro [la frase è rimasta interrotta]. Però questo Padre in precedenza mi aveva sottoposto a molte prove. E quando gli dissi che il Signore voleva da me quelle cose, prese gioco di me e mi ordinò di andare a confessarmi alle otto di sera. E quando andai alle otto, il frate converso stava chiudendo la chiesa. E quando gli dissi di far sapere al Padre che ero venuta e che era stato il Padre a dirmi di andare a quell'ora, il buon fraticello andò ed avverii il Padre. Il Padre gli ordinò di rispondere che a quell'ora i Padri non confessano. E me ne tornai a casa senza aver fatto niente e non mi confessai più da lui, ma feci per lui un'ora di adorazione e certe mortificazioni, per impetrargli da Dio lumi per conoscere le anime. Ma quando il reverendo dr. Sopocko partì e lui lo sostitui, fui costretta ad andare a confessarmi da lui. Eppure, sebbene prima non avesse voluto riconoscerle, ora mi obbliga ad una grande fedeltà a queste ispirazioni spirituali. Talvolta Dio permette che avvenga così, ma sia lodato in ogni cosa. Occorre tuttavia una grande grazia per non vacillare.

ESERCIZI SPIRITUALI ANNUALI. 10.I.1934. O mio Gesù, si avvicina dì nuovo il momento in cui resterò con Te faccia a faccia. Gesù, Ti prego con tutto il cuore fammi conoscere ciò che in me non Ti piace e nello stesso tempo fammi sapere cosa debbo fare per piacerTi di più. Non negarmi questa grazia e resta con me. Io so che senza di Te, o Signore, i miei sforzi valgono ben poco. Oh! quanto mi rallegro per la Tua grandezza, o Signore! Quanto più Ti conosco, tanto più ardentemente Ti desidero ed anelo a Te. Gesù mi ha concesso di conoscere me stessa. In questa luce di Dio vedo il mio difetto principale, cioè la superbia. Le sue sfumature: il chiudermi in me stessa; la mancanza di semplicità nei confronti della Madre Superiora. Una seconda illuminazione riguarda il parlare. Talvolta parlo troppo. Per una faccenda che si potrebbe sbrigare con due o tre parole, io impiego troppo tempo. Gesù invece desidera che quel tempo l'adoperi per piccole preghiere con indulgenza per le anime del purgatorio. Inoltre il Signore dice che ogni parola sarà pesata nel giorno del giudizio. La terza illuminazione riguarda la nostra regola. Sfuggo poco le occasioni che conducono ad infrangere la regola, specialmente per quanto concerne il silenzio. Mi comporterò come se la regola fosse stata scritta solo per me. Non è affar mio vedere come si comportano le altre, purché io mi comporti come Dio desidera. Proposito. Qualunque cosa Gesù desideri da me e riguardi cose esteriori, andare subito a parlarne alle Superiore; nel trattare con la Superiora cercherò di essere franca e sincera come un bambino. Gesù ama le anime nascoste. Un fiore nascosto ha in sé più profumo. Debbo impegnarmi perché nel mio intimo ci sia un posticino silenzioso per il Cuore di Gesù. Nei momenti difficili e dolorosi canto sommessamente a Te, mio Creatore, l'inno della fiducia, poiché l'abisso della mia fiducia verso di Te, verso la Tua Misericordia, è senza misura. Dal momento in cui ho cominciato ad amare la sofferenza, ha cessato per me dì essere sofferenza. La sofferenza è il cibo quotidiano della mia anima. Non parlerò con una certa persona, poiché so che a Gesù questo non piace ed essa non ricava da ciò alcun profitto. Ai piedi del Signore. O Gesù nascosto! O amore eterno! O nostra vita! O Divino folle, che hai dimenticato Te stesso e vedi soltanto noi! Ancor prima di creare il cielo e la terra portavi noi nel Tuo Cuore! O amore! O abisso della Tua umiliazione! O mistero di felicità! Come mai è così piccolo il numero di coloro che Ti conoscono? Perché non provi reciprocità? O amore Divino, perché nascondi la Tua bellezza? O Incomprensibile ed Infinito! Più Ti conosco e meno Ti comprendo. Ma proprio perché non riesco a comprenderTi, mi rendo maggiormente conto della Tua grandezza. Non invidio il fuoco ai Serafini, poiché nel mio cuore viene deposto un dono ancora più grande. Essi Ti ammirano in estasi, ma il Tuo Sangue si unisce col mio! O amore, a noi è concesso il paradiso già quaggiù sulla terra. Oh! perché Ti nascondi dietro la fede? L'amore strappa il velo. Non c'è velo davanti agli occhi della mia anima, poiché Tu stesso mi hai attratta per l'eternità nel seno di un amore misterioso. O indivisibile Trinità, Unico Dio, a Te sia onore e gloria per tutti i secoli. Iddio mi ha fatto conoscere in che cosa consiste il vero amore, e mi ha dato la luce per dimostrarlo in pratica a Dio. il vero amore di Dio consiste nel fare la volontà di Dio. Per dimostrare amore verso Dio, occorre che tutte le nostre azioni, anche le più piccole, derivino dall'amore verso Dio. Ed il Signore mi disse: « Bambina Mia, più di tutto Mi piaci attraverso la sofferenza. Nelle tue sofferenze fisiche ed anche morali, figlia Mia, non cercare comprensione da parte delle creature. Voglio che il profumo delle tue sofferenze sia puro, senza alcuna aggiunta. Esigo che ti distacchi non solo dalle creature, ma anche da te stessa. Figlia Mia, voglio deliziarMi dell'amore del tuo cuore: un amore puro, verginale, immacolato, senza alcuna ombra. Figlia Mia, quanto più ami la sofferenza, tanto più puro sarà il tuo amore verso di Me ». Gesù mi ordina di celebrare la festa della Divina Misericordia la prima domenica dopo Pasqua. Nel raccoglimento interiore e per una mortificazione esterna ho portato per tre ore una cintura di ferro, pregando senza posa per i peccatori e per ottenere Misericordia per il mondo intero, e Gesù mi ha detto: «Oggi il Mio sguardo si posa con compiacimento su questa casa ». Avverto bene che la mia missione non finirà con la mia morte, ma incomincerà. O anime dubbiose, solleverò per voi il velo del paradiso, per convincervi della bontà di Dio, perché non continuiate a ferire con la diffidenza il Cuore dolcissimo di Gesù. Dio è amore e Misericordia! Una volta il Signore mi disse: « Il Mio Cuore è stato scosso da tanta compassione per te, bambina Mia carissima, quando ti ho vista ridotta a brandelli dal gran dolore che provavi, mentre deploravi i tuoi peccati. Ecco, io vedo il tuo amore così puro e sincero, che ti do la precedenza fra le vergini. Tu sei l'onore e la gloria della Mia Passione. Vedo ogni umiliazione della tua anima e nulla sfugge alla Mia attenzione. Innalzo gli umili fino al Mio trono, perché così voglio». O Dio Unico nella SS.ma Trinità! Desidero amarTi quanto ancora nessun anima umana Ti ha amato. Sebbene io sia particolarmente misera e piccolina, ho gettato l'àncora della mia fiducia molto profondamente nell'abisso della Tua Misericordia, o Dio e Creatore mio. Nonostante la mia grande miseria, non ho paura di nulla, ma ho fiducia di cantare eternamente l'inno della gloria. Nessun'anima deve avere dubbi finché vive, anche fosse la più miserabile. Ognuna può diventare una grande santa, poiché è grande la potenza della grazia di Dio. Noi dobbiamo solo non opporci all'azione divina. O Gesù, magari io potessi diventare una nebbia davanti a Te, per coprire la terra, in modo che il Tuo santo sguardo non veda i tremendi misfatti che vi si compiono. O Gesù, quando guardo al mondo ed alla sua indifferenza verso di Te, mi vengono ogni volta le lacrime agli occhi; ma quando vedo un'anima consacrata che è tiepida, allora il mio cuore sanguina.

1934. Una volta andai nella mia cella ed ero talmente stanca che prima di cominciare a spogliarmi, dovetti riposarmi per un po'. Dopo che m'ero spogliata, una Suora mi pregò di portarle dell'acqua calda. Nonostante la stanchezza, mi rivestii alla svelta e le portai l'acqua, che desiderava, benché dalla mia cella alla cucina ci fosse un bel pezzetto di strada ed il fango arrivasse alle caviglie. Quando rientrai nella mia cella, vidi una pisside col SS.mo Sacramento e sentil questa voce: « Prendi questa pisside e portala nel tabernacolo ». In un primo momento rimasi indecisa, poi mi avvicinai e quando toccai la pisside, udii queste parole: « Con lo stesso amore col quale ti avvicini a Me, avvicinati a ciascuna delle Suore e tutto ciò che fai a loro, lo fai a Me». Dopo un momento m'accorsi di essere sola. Una volta che si faceva l'adorazione per la nostra Patria, un dolore mi strinse l'anima e cominciai a pregare così: « O Gesù misericordiosissimo, Ti prego per l'intercessione dei Tuoi santi e specialmente per intercessione della Tua amatissima Madre, che Ti ha allevato fin dell'infanzia, Ti supplico, benedici la mia Patria. O Gesù, non guardare ai nostri peccati, ma guarda le lacrime dei bambini piccoli, la fame ed il freddo che soffrono. O Gesù, per questi innocenti, fammi la grazia che Ti chiedo per la mia Patria. In quell'istante vidi Gesù che aveva gli occhi velati di lacrime, e mi disse: « Vedi, figlia Mia, quanto Mi fanno pena. Sappi questo: sono essi che sostengono il mondo». O mio Gesù, quando osservo la vita delle anime, m'accorgo che molte Ti servono con una certa incredulltà. E in certi momenti, soprattutto quando c'è l'occasione di dimostrare l'amore verso Dio, ecco proprio allora m'accorgo che quelle anime fuggono dal campo di battaglia. E una volta Gesù mi disse: « Anche tu, bambina Mia, vuoi comportarti così? ». Risposi al Signore: « Oh no, mio Gesù, non abbandonerò il campo di battaglia, anche se il sudore della morte bagnasse la mia fronte; terrò la spada in pugno fino a quando non riposerò ai piedi della SS.ma Trinità ». Qualunque cosa io faccia, non conto sulle mie forze, ma sulla grazia dì Dio. Con la grazia di Dio un'anima può superare vittoriosamente le più grandi difficoltà. Una volta che parlai molto a lungo con Gesù delle nostre educande, incoraggiata dalla Sua bontà, Gli domandai se anche fra le nostre educande avesse delle anime che erano di consolazione per il Suo Cuore, ed il Signore mi rispose che ne aveva, « ma il loro amore è debole. Per questo le affido a te perché le assista in modo particolare. Prega per loro ». O gran Dio, ammiro la Tua bontà. Tu sei il Signore delle schiere celesti e Ti umli a questo modo fino ad una misera creatura. Oh! quanto ardentemente desidero amarTi con ogni battito del mio cuore. Non mi basta tutta l'estensione della terra, troppo piccolo è il cielo e nulla gli spazi celesti. Tu Solo mi basti, o Dio eterno. Soltanto Tu puoi riempire la profondità della mia amma. I momenti più felici per me sono quelli in cui resto da solo a solo col mio Signore. In quei momenti conosco la grandezza dì Dio e la mia miseria. Una volta Gesù mi disse: « Non meravigliarti se qualche volta vieni sospettata ingiustamente. Io per primo, per amor tuo, ho bevuto quel calice di sofferenze ingiuste ». Una volta che mi preoccupavo dell'eternità e dei suoi misteri, la mia anima fu presa da timore e, dopo che ebbi riflettuto un altro momento, cominciarono a tormentarmi vari dubbi. D'un tratto Gesù mi disse: «Bambina Mia, non aver paura della casa del Padre tuo. Le indagini inutili lasciale ai sapienti di questo mondo. Io voglio vederti sempre come una bambina piccola. Chiedi tutto con semplicità al confessore ed Io ti risponderò con la sua bocca ». Una volta conobbi una persona che aveva in mente dì commettere un peccato grave. Chiesi al Signore d'inviare a me i massimi tormenti, purché quell'anima venisse preservata. Di colpo sentii al capo l'atroce dolore della corona di spine. Ciò durò abbastanza a lungo, ma quella persona rimase in grazia di Dio. O mio Gesù, come è facile santificarsi. Occorre soltanto un briciolo dì buona volontà. Se Gesù scorge nell'anima questo briciolo di buona volontà si affretta a donarsi all'anima e nulla può impedirglielo, né gli errori, né le cadute; assolutamente niente. A Gesù preme aiutare quest'anima e se l'anima è fedele alla grazia di Dio, in pochissimo tempo l'anima può conseguire la più grande santità che una creatura possa raggiungere su questa terra. Dio è molto generoso e non rifiuta a nessuno la Sua grazia; dà più dì quello che noi Gli chiediamo. La fedeltà nel dare esecuzione alle ispirazioni dello Spirito Santo, è la via più breve. Quando un'anima ama sinceramente Dio, non deve temere nulla nella sua vita spirituale. Si affidi all'influsso della grazia e non ponga limiti all'unione col Signore. Quando Gesù mi affascinò con la sua bellezza e mi attirò a Sé, fu allora che vidi ciò che non Gli piaceva nella mia anima e decisi ad ogni costo di eliminarlo e con l'aiuto della grazia l'ho eliminato subito. Questa mia generosità piacque al Signore e da quel momento Iddio cominciò a concedermi grazie superiori. Io non faccio profondi ragionamenti sulla mia vita interiore; non sto ad analizzare per quali vie mi conduce lo Spirito Divino. A me basta questo, che so di essere amata e che amo. L'amore puro mi fa conoscere Dio e mi dà la comprensione di molti misteri. Il confessore per me è un oracolo; la sua parola è sacrosanta per me. Parlo del direttore. Una volta il Signore mi disse: « Comportati come un mendicante che, quando riceve un'elemosina maggiore, non la rifiuta, ma anzi ringrazia con più cordialità. Anche tu, se ti concedo delle grazie più grandi, non rifiutarle perché ne sei indegna. Io questo lo so; ma tu piuttosto rallegrati e gioisci e prendi tanti tesori dal Mio Cuore, quanti riesci a portarne, poiché proprio facendo così Mi piaci di più. E ti dirò ancora una cosa: non prendere queste grazie solo per te, ma anche per il prossimo, cioè incoraggia le anime, con le quali sei a contatto, alla fiducia nella Mia Misericordia infinita. Oh, quanto amo le anime che si sono affidate a Me completamente! Farò tutto per loro». In questo momento Gesù mi ha chiesto: «Bambina Mia, come vanno i tuoi esercizi spirituali? ». Risposi: « Gesù, Tu lo sai bene come vanno ». « Si, lo so, ma voglio sentirlo dalla tua bocca e dal tuo cuore». O mio Maestro, quando mi guidi Tu, tutto mi va facilmente e Ti prego, Signore, non allontanarTi mai da me. E Gesù disse: « Sì, starò sempre accanto a te, se sarai sempre una bambina piccola. E non aver paura di nulla; come sono stato qui il tuo principio, così sarò anche la tua fine. Non fare assegnamento sulle creature, nemmeno nella più piccola cosa, poiché questo non Mi piace. Io solo voglio esserci nella tua anima. Ti fortificherò nell'anima e ti darò luce e saprai dalla bocca del Mio sostituto, che Io sono in te e l'inquietudine si dileguerà come la nebbia davanti ai raggi del sole ». O Bene Supremo, desidero amarTi come non Ti ha amato mai nessuno su questa terra. Desidero adorarTi in ogni momento della mia vita ed uniformare strettamente la mia alla Tua santa volontà. La mia vita non è monotona e grigia, ma è variata come un giardino di fiori profumati, dove non so quale fiore cogliere per primo, se il giglio della sofferenza, o la rosa dell'amore del prossimo, o la violetta dell'umiltà. Non elencherò tutti i tesori, che ogni giorno ho in abbondanza. È una gran cosa saper approfittare dell'ora presente. O Gesù Luce Suprema, fa' che io Ti conosca; penetra con la Tua luce nel buio della mia anima e riempi di Te il baratro della mia anima, poiché soltanto Tu [la frase è rimasta interrotta]. O mio Gesù, vita, via e verità. Ti prego, tienimi accanto a Te, come una madre stringe al seno un piccolo bimbo, poiché io sono non solo una bimba inetta, ma un cumulo di miseria ed una nullità.

UN SEGRETO DELL'ANIMA. Wilno 1934. Una volta che il confessore mi ordinò di chiedere a Gesù che cosa significano i due raggi che sono in quest'immagine, risposi: « Va bene, lo domanderò al Signore ». Mentre pregavo udii interiormente queste parole: « I due raggi rappresentano il Sangue e l'Acqua. Il raggio pallido rappresenta l'Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime... Entrambi i raggi uscirono dall'intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia. Tali raggi riparano le anime dallo sdegno del Padre Mio. Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio. Desidero che la prima domenica dopo la Pasqua sia la Festa della Misericordia. Chiedi al Mio servo fedele che in quel giorno parli al mondo intero di questa Mia grande Misericordia: in quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene. L'umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia. Oh! quanto Mi ferisce la diffidenza di un'anima! Tale anima riconosce che sono santo e giusto, e non crede che Io sono misericordioso, non ha fiducia nella Mia bontà. Anche i demoni ammirano la Mia giustizia, ma non credono alla Mia bontà. Il mio Cuore gioisce del titolo di Misericordia. Annuncia che la Misericordia è il più grande attributo di Dio. Tutte le opere delle Mie mani sono coronate dalla Misericordia ». O amore eterno, desidero che Ti conoscano tutte le anime che hai creato. Desidererei diventare sacerdote; parlerei incessantemente della Tua Misericordia alle anime peccatrici, immerse nella disperazione. Desidererci essere un missionario e portare la luce della fede nei paesi selvaggi per farTi conoscere alle anime e morire annientata per loro con la morte del martirio, con la quale sei morto Tu, per me e per loro. O Gesù, so inoltre molto bene che posso essere sacerdote, missionario, predicatore; posso fare la morte dei martiri col mio totale annientamento ed il rinnegamento di me stessa per amor Tuo, o Gesù, e delle anime immortali. Un grande amore trasforma le piccole cose in cose grandi e solo l'amore dà valore alle nostre azioni e tanto più il nostro amore diventa puro, tanto meno il fuoco delle sofferenze avrà da distruggere in noi e la sofferenza per noi cesserà di essere sofferenza. Diventerà per noi una delizia. Con la grazia di Dio ora ho ottenuto questa disposizione del cuore, cioè non sono mai tanto felice, come quando soffro per Gesù che amo con ogni palpito del cuore. Una volta che avevo una grande sofferenza, lasciai il mio lavoro per correre da Gesù e pregarlo che mi desse la Sua forza. Dopo una breve preghiera, me ne tornai al mio dovere piena d'entusiasmo e di gioia. In quel mentre una suora mi disse: «Senza dubbio lei sorella, oggi ha molte consolazioni, dato che è così raggiante. Dio certamente a lei non dà alcuna sofferenza, ma esclusivamente consolazioni ». Risposi: « Sta sbagliando, sorella, e parecchio, poiché è proprio quando soffro molto che la mia gioia e maggiore, mentre quando soffro di meno, anche la mia gioia è minore ». Ma quell'anima mi fece capire che non afferrava il mio discorso. Cercai di spiegarglielo. Quando soffriamo molto abbiamo una grande opportunità di mostrare a Dio che L'amiamo, mentre quando soffriamo poco, abbiamo poca possibilità di mostrare a Dio il nostro amore, e quando non soffriamo affatto, il nostro amore non è nè grande nè puro. Con la grazia di Dio possiamo giungere al punto che la sofferenza si travesta per noi in delizia, poiché l'amore riesce ad operare simili cose nelle anime pure. O mio Gesù, unica mia speranza, Ti ringrazio per questo grande libro, che hai aperto davanti agli occhi della mia anima. Il grande libro è la Tua Passione affrontata per amor mio. Da questo libro ho imparato come amare Dio e le anime. In esso sono racchiusi per noi inesauribili tesori. O Gesù, quanto sono poche le anime che Ti comprendono nel Tuo martirio d'amore! Oh! quanto è grande il fuoco d'amore purissimo, che arde nel Tuo sacratissimo Cuore! Felice l'anima, che ha capito l'amore del Cuore di Gesù! Quello che desidero più ardentemente, è che le anime conoscano Te; che sappiano che Tu sei la loro eterna felicità; che credano alla Tua bontà e glorifichino la Tua Misericordia infinita. Ho pregato Dio, perché mi conceda la grazia che la mia natura sia forte ed inattaccabile dalle influenze che talvolta vogliono distoglierla dallo spìrito della regola e delle piccole norme, poiché queste sono piccoli tarli che vogliono distruggere in noi la vita interiore e senza dubbio la distruggeranno, se l'anima è consapevole di tali piccole trasgressioni e, nonostante ciò, le prende alla leggera come cose di poco conto. In un ordine religioso io non vedo nulla di poco conto. Non m'importa se talvolta m'espongo a dispiaceri ed a battute ironiche, purché il mio spirito sia in concorde armonia con lo spirito delle regole, dei voti e delle norme religiose. O mio Gesù, delizia del mio cuore, Tu conosci i miei desideri. Vorrei nascondermi alla vista della gente, vivendo in modo come se non vivessi. Voglio vivere pura come un fiore di campo; voglio che il mio amore sia sempre indirizzato verso di Te, come il fiore che si gira sempre verso il sole. Desidero che il profumo e la freschezza del fiore del mio cuore siano sempre conservati unicamente per Te. Voglio vivere sotto il Tuo sguardo divino, poiché Tu solo mi basti. Quando sono con Te, o Gesù, non temo nulla, poiché non può venirmi alcun danno.

1934. Una volta durante la Quaresima vidi, al di sopra della nostra cappella e della nostra casa, una grande luce ed una grande tenebra. Vidi che queste due potenze lottavano tra di loro...

1934. Giovedi Santo, Gesù mi ha detto: « Desidero che tu faccia l'offerta di te stessa per i peccatori, e specialmente per quelle anime che hanno perso la speranza nella divina Misericordia ».

 

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